Una giornata di… Azione Tradizionale

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(a cura della Comunità Militante Coscienza e Dovere – fbig)
E’ un altro giorno di militanza: questa volta c’è da fare un volantinaggio davanti una scuola. E’ mattina presto. Il Sole illumina timidamente il giorno che è iniziato da poco. Ti fai forza e scendi dal letto. Rivolgi il tuo cuore a Dio, ti senti fortificato e inizi a prepararti; tutti i segni stanno ad indicare che sarà una giornata intensa.
In pochi attimi sei pronto e scendi in strada.
La luce del giorno che sorge ti assiste. 
Prendi il pullman, a fatica trovi il posto per sederti e intanto pensi al momento che andrai ad affrontare. Devi andare davanti scuola, davanti quella scuola, stracolma di studenti. Sai che assieme a te ci saranno i tuoi camerati; chi in maniera fisica, chi con lo Spirito. Anche se qualcuno è lontano, ci sentiamo tutti vicini, accomunati dallo stesso sentire. 
D’un tratto, tra i vari pensieri che ti riempiono la testa, ti accorgi della fermata. Scendi. Ti incammini incontri gli altri, nonostante tutti i momenti di vicinanza ogni volta i saluti sono sempre più intensi. Insieme a loro ti posizioni davanti all’entrata della scuola
Si iniziano a sentire le voci degli studenti e vedete i primi gruppi di giovani che si muovono verso di voi. In un attimo il caos: estrai il mazzo di volantini che, con quella grafica e con il contenuto, per te, si caricano di grandi significati ed essi diventano la tua spada.
Una raffica di giovani ti passa attorno. Continui a volantinare insieme agli altri. Sei felice del tuo lavoro, perché stai compiendo il tuo dovere.
Il blocco di volantini si riduce sempre di più. Vedi facce stupite e facce inebetite; facce assonnate accanto a facce nemiche, ma nessuno dice niente. Riesci a percepire solo qualche esclamazione. 
Il rumore tagliente della campanella fa svuotare la strada, rendendo te e i tuoi camerati gli unici abitanti che, se non fosse per i mezzi in movimento, avreste anche il dubbio di essere rimasti del tutto soli in città. 
Hai altri impegni per la giornata. Saluti gli altri e ognuno si muove in direzioni differenti. 
Finita anche questa giornata, torni a casa e, dopo aver innalzato il tuo pensiero a Dio, ripercorri le azioni della giornata. Rifletti sui vari momenti e inizi a pensare alle parole dette, alle situazioni vissute ed a quel volantinaggio che senti contemporaneamente distante di ore ma vivo nelle emozioni e lì ti rendi conto che anche se nessun ragazzo ti ha chiesto informazioni o ha contattato il numero sul volantino, tu hai fatto qualcosa di più grande. Dal prenderti le tue responsabilità alzandoti prima, fino al vivere al meglio e in maniera irreprensibile ogni momento e compito del giorno. Hai vissuto Qui e Ora,  facendo tutto ciò che era in tuo dovere fare. Dare un segnale di vita in un mondo di morti ma, prima di tutto, in noi stessi che siamo comunque figli di questo mondo. 
Perché non era fare il volantinaggio l’obiettivo. E’ stato solo lo strumento di un lavoro più grande che viene eseguito all’esterno del nostro corpo, ma che si ripercuote in noi stessi, nel nostro animo e nel nostro Spirito.
Senti di averlo capito e il tuo cuore e la tua mente si alleggeriscono in maniera naturale.
Anche oggi hai fatto quella tua “testimonianza al Sole” e sai che ciò va oltre la vittoria o la sconfitta, perché non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta e, tu, vivi per lottare, perché questo è il tuo primo dovere. 
Vita est militia super terram