• PENSIERI DI MARCO AURELIO • carattere romano, stile militante – 15

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Pensieri – Marco Aurelio – LIBRO VIII
Tanto in senato quanto con una persona qualsiasi parla con proprietà e senza affettazione. 
Usa un linguaggio schietto
Come è vero che tutto ciò che sta in basso corrisponde a ciò che sta in alto, è vero anche che al decadimento e all’illusoria saturazione di materia del mondo moderno corrisponde un tipo di linguaggio caotico e arzigogolato, pieno di parole pompose e di girotondi lessicali che circuiscono le menti per sviarle dal concreto. A volte è la paura, a volte è la furbizia: spesso l’uomo moderno usa parole su parole per dire quel che (non) pensa.
Dopotutto lo stesso sistema democratico vigente non potrebbe esistere se non si basasse su di una retorica costruita su mezze verità subordinate al relativismo imperante che permettono al mittente e al destinatario di intendere ciò che viene detto, in un modo o nell’altro, a seconda dei propri tornaconti.
L’uomo che non è presente a se stesso infatti è facilmente raggirabile da chi sa irretire e vuole blandirlo con il linguaggio.
Allo stesso modo inoltre chi non è vigile sulle azioni che compie quasi sempre parla per dar fiato alla bocca o, meglio, parla dando libero sfogo al flusso di coscienza che proviene dalla mente. Senza nemmeno rendersene conto è schiavo di ciò che dice e del potere che esercita su ciò che viene recepito da chi lo ascolta.
Il guerriero, invece, è sempre vigile e presente a se stesso, sia quando agisce, sia quando pensa e sia quando parla. Recepisce il suggerimento che la mente propone, ma screma da quel fiume in piena ciò che deve o non deve essere detto, a seconda di ciò che è conforme o meno alla sua retta azione.
E’ sufficientemente flessibile da saper utilizzare un diverso tipo di registro linguistico a seconda di chi si trova di fronte, ma rimane centrato sul fine del suo parlare.
Non è schiavo di ciò che dice senza riflettere, ma è padrone di ciò che vuole comunicare. Il guerriero, conoscendo quale sia il suo compito, conoscendo quale sia la via per portarlo a compimento, parla quando è necessario, in modo essenziale.
Perché la Verità è una e non ha bisogno di tanti fuorvianti giri di parole.