Bambino dannato, bambino (s)fortunato

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(a cura della Comunità Militante Raido)
«Al tempo odierno è palesemente in atto il tentativo di proporre alle nuove generazioni il satanismo come una normale alternativa agli altri culti, agli svariati percorsi iniziatici, alle diverse filosofie di vita. Si giunge persino ad affermare che se il culto al demonio si limita alla semplice celebrazione del demonio e chi lo pratica non commette dei reati, non c’è nulla di male»: queste sono le parole di padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie), in una nota relativa al volume “A Children’s Book of Demons”, un testo sinistro recentemente pubblicato negli Stati Uniti (sarà solo marketing averlo stampato così vicini al Natale?). 
La campagna pubblicitaria che ha accompagnato l’uscita di questo libro spiega con toni inquietantemente affabili e allegri l’evocazione di demoni, come se fosse qualche cosa di naturale e consigliabile per i nostri bambini: «Leighton [l’autore] integra un elemento artigianale pratico in questa guida giocosa che invita i lettori a evocare gentili demoni disegnando i loro sigilli, che servono come “un numero di telefono” per arrivare direttamente allo spirito. I demoni richiedono evocazioni specifiche (uno di nome Corydon richiede un sigillo “disegnato in rosso vivo, il colore del naso di un pagliaccio – preferibilmente mentre ridacchi”), ed esprime caratteristiche e abilità specifiche che vanno dal pragmatico al grossolano. Includono “Flatulus”, il cui talento sta nell’emettere gas; “Quazitoro”, un esperto nel trovare oggetti mancanti; e “Spanglox”, “il demone meglio vestito negli inferi”, che offre consigli di moda all’avanguardia. Le interpretazioni di Leighton dei demoni dai molti occhi e dalle molte braccia, dai denti aguzzi, sono stravaganti senza essere inquietanti, e il concetto creativo ispirerà probabilmente alcuni lettori a creare demoni propri. Età 5-10».
Già in queste poche righe assistiamo a un tentativo di sdoganamento e normalizzazione di concetti e pratiche che fino a pochi anni fa’ avrebbero fatto accapponare la pelle a qualsiasi persona sana di mente (e di spirito). Familiarità con i Demoni, invito a pratiche di evocazione e sperimentazione occultistica, utilizzo di sinistre scorciatoie per i problemi della vita quotidiana, il tutto consigliato a bambini di 5-10 anni. Ma infondo siamo certi di essere solo dei retrogradi oscurantisti che si spaventano per un non nulla; come fare a non fidarsi di un gentile e ben vestito demone?! 
Si tratta solo di un gioco per bambini giusto? E’ tutto inventato e se qualcosa ci suonerà ancor più sinistro si tratta solo di casualità, come quella del demone dal nome Corydon. Sicuramente è un caso che questo sia anche il nome di un personaggio (Coridone), tratto dalle Bucoliche di Virgilio e che oggi sarebbe tacciato per i suoi atteggiamenti di pedofilia: un pastore innamorato di un giovinetto di nome Alessi. Ispirazione recente per André Gide il quale ha intitolato Corydon il proprio libro in difesa di omosessualità e pederastia. Certamente un caso, poteva dargli qualsiasi altro nome e invece…ma siamo noi sempre pronti a pensar male!  
Eppure lo stesso autore sembra scherzosamente prendere piuttosto sul serio il proprio gioco. Aaron Leighton ha infatti sintetizzato così il suo scritto: “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni”.
Vi sembra strano che questo signore possa dire certe cose? Ma poi chi è costui? Non conosciamo bene la sua vita, di mestiere fa l’illustratore e nel suo curriculum personale si descrive come “fan di tutte le cose occulte”, sarà il classico “utile idiota” nelle mani della sovversione? Non lo sappiamo per certo ma ci sembra essere qualcuno che almeno in parte conosce “il mestiere” con tutti i suoi riferimenti tecnici e letterari. Pensate alla proposta attorno a cui ha costruito il libro: divertirsi a disegnare sigilli per evocare demoni. Che le intenzioni siano scherzose o meno costui non si è affidato alla propria fantasia e certo non lo consiglia ai bambini, anzi, gli propone un vero e proprio manuale di simboli e schemi da seguire. Tutto questo non è frutto della sua stravagante (per non dire altro) mente ma trova i suoi riferimenti nella Goetia, quella che viene definita essere la “scienza di evocazione dei demoni”, la quale affonda le proprie radici in tempi molto antichi e arriva a noi codificata in diversi manuali attraverso i secoli. Il più noto è un grimorio del XVII secolo, “La piccola chiave di Salomone”, utilizzato oggi giorno come manuale classico per le cosiddette pratiche di magia nera.
I grimori, scritti in genere fra il Medioevo e la fine del XVIII secolo sono (senza entrare troppo nello specifico) infatti manuali di magia, usati anche per invocare demoni o lo spirito dei morti. A Children’s Book of Demons  nel nostro caso propone un elenco di 72 demoni che possono essere evocati tramite il disegno di sigilli e la recitazione di piccole formule, tutto a “beneficio personale”, per così dire, di colui che evoca. Questi non sono altro che alcuni dei lineamenti della cosiddetta magia nera. In sostanza si tratta di un grimorio di stregoneria per bambini dai 5 ai 10 anni. 
Come già accennato siamo d’innanzi all’ennesimo e ulteriore tentativo di sdoganare la magia nera e il satanismo, questa volta in un modo ancor più abietto e infame, cioè tirando in causa e rivolgendosi ai più vulnerabili e suggestionabili: i bambini. Infatti secondo gli esperti e gli esorcisti dell’Aie, avvicinare i piccoli al satanismo, invitando i minori ad evocare i demoni anche attraverso simboli e disegni e trasformando (e creando confusione) il concetto di male in un gioco non è solo diseducativo ma anche estremamente pericoloso. Tralasciando i perniciosi e possibili risvolti su di un piano ben più sottile il danno è percepibile e certo già nella sfera comportamentale, perché far credere che attraverso il tentato assoggettamento del male (convinti di dominarlo ma rendendosi suoi schiavi) si possano ottenere vantaggi e ricompense, influisce in modo negativo sullo sviluppo psicologico e morale di un minore
E se siamo qui a parlarvene non è perché ci piace cercare lo scandalo. Non si tratta di un libro irraggiungibile, sepolto nei meandri impolverati di qualche strana libreria esoterica ma di un testo che, nonostante la presa di posizione preventiva di molte sigle italiane, è già stato venduto su Amazon Italia. E vi diremo di più: le vendite sono già state diverse e la cosa non promette affatto bene! Vi riportiamo alcune delle recensioni (italiane) al libro trovate sul sito del colosso della vendita sul web. 
-Nella, 4 stelle: “Mah… Credo i bambini abbiano diritto a divertirsi con un po’ di sana ironia. Lo comprerò da regalare”
-Nathan, 5 stelle: “Libro simpatico e divertente, scritto in un inglese semplice adatto ai bambini che si cimentano nello studio di questa lingua. Non si parla chiaramente dell’invocazione di veri demoni, ma di divertenti e giocosi “mostri”[…]Consigliato”
-Marco Modugno, 5 stelle: “Divertente e senza pretese. Demonietti simpatici, capaci di strappare una risata anche un adulto. Le recensioni a voto 1 dei catto-bigotti non le leggerei nemmeno.”
-Anonimo, 5 stelle: “Bellissimo! Divertente e irriverente, come non affezionarsi a Flatulus, il demone scorreggione o a Dulcis, quello goloso? Consigliato per imparare l’inglese in modo originale e divertente”
-Michelle, 5 stelle:Libro divertente e simpatico. Utile per sdrammatizzare e ridicolizzare il ‘mostro’ di cui hanno paura. Non date retta alle recensioni di bigotti idioti e ignorant[…].
Leggere questi commenti è davvero poco rassicurante, la mancanza di una visione verticale della vita, di sensibilità, di confusione, distacco e odio nei confronti della religione generano questa ignoranza spirituale negli adulti di oggi, rendendoli cechi a pericoli di questo tipo, vittime e carnefici prima di loro stessi e poi dei più piccoli.
E comunque questa non è che la punta di un colossale iceberg, il satanismo e l’occultismo, avvolti in fattezze più o meno simpatiche è dilagante tra i nostri giovani. Linee di accessori e articoli per ragazzi che vedono queste tematiche come una moda sono accessibili a chiunque, uno per tutti il brand  Timmy Meets Baphomet, acquistabile anche questo su Amazon sotto forma di magliette, agende/diario con consigli per l’evocazione di demoni, adesivi, tazze, ecc. 
Vorremmo concludere con alcuni “accenni” di carattere dottrinario, parafrasando Evola nel suo magistrale Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo.  Quello di cui abbiamo qui parlato in termini piuttosto semplici e generali può essere riportato a quel satanismo che rappresenta, per così dire, la punta estrema delle tendenze moderne verso il sovrannaturale, con possibili convergenze con le evocazioni involontarie. Satana e satanismo oggi sono alla moda e come da sempre esercitano un singolare fascino. Il nostro è un mondo dove esistono gruppi che si professano apertamente “satanici” e che pretendono di praticare la magia nera: ingrediente ancora più eccitante quest’ultimo tra i vari praticoni dell’occulto per condire le loro vuote esperienze. Sia ben chiaro, se ci riferissimo a Satana solo come forza distruttrice, egli perderebbe il suo carattere tenebroso, rientrando in una “dialettica del divino” per citare Mircea Eliade (Mefistofele e l’Androgine), nella quale gli opposti si ritrovano sempre riuniti alla fine. No, noi ci riferiamo ad una caratterizzazione del satanismo quale piacere per la perversione in quanto tale, impulso non tanto a distruggere quanto a contaminare, con la blasfemia e l’oltraggio sacrilego. Questa attitudine può anche essere inconsapevole, ma mai involontaria. Praticare rituali di evocazione, anche se spesso grotteschi e di carattere spurio, non esclude che talvolta si giunga ad esperienze che permettono l’inserimento di forze “infere” e “diaboliche”. La blasfemia spesso vive di parodia, e la parodia è facile da far passare per molti altri atteggiamenti più “accettabili”.
Ogni tradizione corrisponde ad un processo, per via del quale a qualcosa di informe viene impressa una forma. Tale materia sussiste entro e al disotto della forma. Esiste la possibilità di attivarla, liberarla, farla emergere e riaffermare distruggendo l’ordine delle forme tradizionali. Questa è l’essenza delle evocazioni demoniche, volontarie o involontarie che siano. Dare una pur minima spinta verso tutto questo ai nostri figli, seppur per gioco o ironia, con libri come quello di cui abbiamo parlato qui oggi non ci sembra davvero necessario, a trarli verso le tenebre basta già la società del mondo in cui viviamo: perenne carnevale, perenne parodia.