Concerto di Capodanno, la marcia di Radetzky ‘troppo nazista’

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Non è uno scherzo, ma più probabilmente il frutto di una isteria di massa che diventa prassi. A Vienna hanno deciso di modificare il finale della celebre marcia scritta e composta da Johann Strauss nel 1848. Il motivo? Questa sinfonia venne leggermente modificata nel 1939, da un compositore iscritto al Partito nazionalsocialista (come milioni di altri tedeschi, ma questo è forse un dettaglio…?), dunque, è “nazista” e va modificata. Ma, per coerenza, perché non requisiscono e distruggono, per esempio, i milioni di Maggiolino Volkswagen che circolano nel mondo? Anch’essi sono nazisti! E gli esempi potrebbero andare all’infinito. Però, forse, val bene consigliare agli austriaci una bella camomilla per garantire loro sogni tranquilli, nonostante l’incombente pericolo nazista sia in ogni dove!

(tratto da www.ilfattoquotidiano.it) – Concerto di Capodanno, l’orchestra di Vienna cambia la marcia di Radetzky: “Il finale è nazista”. Lo spiega L’Avvenire citando la decisione presa dal neo-direttore dell’orchestra viennese, il lettone Andris Nelsons. Fu Johann Strauss padre a comporre la celebre marcia in onore del feldmaresciallo Johann Joseph Wenzel, conte Radetzky, fresco vincitore della Prima Guerra d’Indipendenza nel lombardo-veneto difeso dalle truppe sabaude

Addio Marcia di Radetzky con battito di mani del pubblico. Quel finale è troppo nazista. Durante il prossimo Concerto di Capodanno la Wiener Philharmoniker modificherà l’ultimo brano storicamente in scaletta con una nuova partitura. Motivo? La versione che da decenni ascoltiamo è stata composta durante il periodo nazista. Lo spiega L’Avvenire citando la decisione presa dal neo-direttore dell’orchestra viennese, il lettone Andris Nelsons. Fu Johann Strauss padre a comporre la celebre marcia in onore del feldmaresciallo Johann Joseph Wenzel, conte Radetzky, fresco vincitore della Prima Guerra d’Indipendenza nel lombardo-veneto difeso dalle truppe sabaude.

Il brano venne poi riarrangiato nella versione che conosciamo da decenni con il corale e trascinante battito di mani da Leopold Weninger, un compositore iscritto al NSDAP, il partito nazionalsocialista tedesco. Per questo il neo-direttore Nelsons, nato a Riga nel 1978, ha deciso di stralciare quella versione e proporne un’altra che il primo violino dell’orchestra viennese, Daniel Froschauer, ha descritto come “finalmente libera dalle ombre brune del passato”. Froschauer ha poi aggiunto: “Il musicista con il suo lavoro aveva reso la composizione più simile a una marcia militare anche per aiutare il partito a guadagnare popolarità”. Il primo violino è anche membro del consiglio di amministrazione dell’orchestra che ogni anno organizza il celebre Concerto di Capodanno diffuso in mondovisione in ben 90 paesi.

Concerto, oltretutto, nato proprio nell’anno in cui Hitler invase la Polonia (il 1939) e che quindi, paradossalmente, come molti giornali rilevano, rischierebbe a sua volta di auto estinguersi per una chiara derivazione nazista fin dalla sua origine. Ad ogni modo dal 1 gennaio 2020 oltre ai soliti valzer e polke della famiglia Strauss avremo perfino alcune Contredanses per orchestra di Beethoven, ma il battito di mani nella Marcia di Radetzky non ci sarà più. Melodia, se si può dire, senza essere tacciati di nazismo, che era davvero bella e coinvolgente.