USA, manifestazioni contro l’attacco all’Iran: i media zitti

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Gli americani non sono tutti Donald Trump… e per fortuna. C’è una America che ragiona e che scende in piazza per dire “no” all’ennesima aggressione imperialista a stelle e strisce ma i media non lo raccontano. La narrazione degli eventi, infatti, dev’essere unilaterale e non dare in qualche modo l’idea che non si tratti di una “guerra di civiltà”, unitaria e monolitica, con i buoni da una parte (gli Usa) e i cattivi dall’altra (l’Iran). Invece, quell’America intelligente esiste ed è scesa contemporaneamente in piazza in ben 33 città statunitensi per dire tre semplici cose: no alla guerra contro l’Iran, no alle sanzioni, no agli assassini mirati.

(tratto da pressenza.com) – Stati Uniti, manifestazioni in 33 città per opporsi a una guerra contro l’Iran

La coalizione Answer, che riunisce decine di organizzazioni pacifiste, ha convocato per oggi, sabato 4 gennaio, manifestazioni in 33 città degli Stati Uniti per opporsi a una nuova, possibile guerra scatenata dall’uccisione a Baghdad del generale iraniano Qassem Soleimani e di un’altra decina di persone su ordine di Trump.

La protesta coinvolgerà Washington, New York, Los Angeles, Chicago, Boston, San Francisco, Miami, Albuquerque, Seattle, Arlington, Minneapolis, Atlanta, New Haven, Portland, Pittsburgh, Denver, Philadelphia, Lancaster, Austin, Boulder, Birmingham, Cleveland, El Paso, Fort Wayne, Ithaca, Northampton, San Antonio, Santa Monica, Davis, Milwaukee, Madison, Boise e Las Vegas.

Dopo la dura condanna di Bernie Sanders, anche la parlamentare progressista democratica Alexandria Ocasio-Cortez si è schierata con forza contro la possibilità di una guerra che avrebbe effetti devastanti in Medio Oriente e non solo: “Ora è il momento di decidere se si è a favore della pace o no” ha scritto in Twitter. “Il Congresso ha l’obbligo morale e legale di riaffermare il suo potere per fermare questa guerra e proteggere vite innocenti da atroci conseguenze. I sostenitori della guerra sono pronto a convincervi del contrario, come hanno fatto a proposito dell’Iraq nel 2003, ma la guerra non porta la pace. La guerra non crea sicurezza. La guerra ci mette tutti in pericolo.”