Il Comune di Roma sostiene le occupazioni abusive comuniste

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Quello che tante volte abbiamo già descritto, parlando delle connivenze dei centri sociali con Zingaretti o dei fili che collegano le Istituzioni al Cinema America, è accaduto ancora una volta. Il sito ufficiale del Comune di Roma, infatti, ha sponsorizzato nella sezione dedicata agli eventi di Capodanno anche una serie di eventi svolti in luoghi occupati abusivamente da anni. È il caso dello Spin Time Lab (quello del capodanno “giovane, frocio, libero e ribelle!” per intenderci…) o dell’ex Snia occupata o del Forte Prenestino. Tutti in bella vista sul sito del Comune con esplicito invito a recarvisi. Ma dov’è la tanto sbandierata legalità? Dov’è la tutela del bene pubblico? Sepolta, sotto le rovine di una Roma che non sa gestire il caos rifiuti e applica il criterio della legalità – quella sì… – a “targhe alterne”. 

(tratto da www.ilmessaggero.it) – Tra il Colosseo e il Circo Massimo, tra il tour nei locali della Dolce Vita e quello delle più importanti basiliche della Capitale, il Comune di Roma ha voluto inserire anche Spin Time Labs. Sì, esatto: il palazzo occupato dal 2012, con discoteca (abusiva), ristorante (illegale anche questo), e ancora molto altro (tutto fuorilegge). La scoperta è stata fatta nei giorni scorsi dagli stessi residenti dell’Esquilino, che, da tempo, stanno cercando alleati, anche istituzionali, nella guerra contro questa fabbrica del degrado nata in un quartiere densamente abitato. E sicuramente non si aspettavano che il Campidoglio avrebbe potuto avallare, sulle sue pagine virtuali, quell’occupazione illegale. Basta collegarsi a Turismoroma.it, il sito ufficiale del Comune di Roma, curato dal Dipartimento Turismo, formazione professionale e Lavoro e gestito da Zetema (con una redazione formata, secondo quanto riporta il sito stesso, da 17 persone). 

E così, ecco che tra le visite ai punti più suggestivi della nostra città, spunta la sezione “spazi polifunzionali”, in cui compare, appunto, “Spin time Labs”. 

Non si cita mai il blitz violento che ha portato, nel 2012, ad occupare lo stabile, dopo la “neutralizzazione” di due vigilantes pagati dalla proprietà per evitare che quel palazzo facesse la fine che ha poi fatto. Ecco allora che secondo il Campidoglio, «Spin Time Labs è un bene comune, cantiere di rigenerazione urbana, una nuova dimensione dell’abitare e un centro culturale polifunzionale». E ancora: «Un tetto per più di 150 famiglie, una sala concerti ed eventi e un auditorium per orchestre, conferenze e assemblee». 

Anche qui, nessun riferimento al pagamento di un “pizzo” mensile degli occupanti ad Action, il movimento di lotta per la casa che controlla questo stabile. Si citano, però, le attività pubblicizzate sui social dagli occupanti: «Organizziamo corsi, spettacoli e laboratori teatro, iniziative per bambini e attività di assistenza sociale». E spazio anche alle attività abusive a pagamento: «Spin Time è anche un’osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria, una sala prove e un punto di approdo, aperto a tutti, attento ai giovani, agli ultimi e ai più bisognosi». In calce alla pagina sul sito del Comune, ci sono anche gli estremi per prenotare, dal ristorante alla sala per le feste. «Sono esterrefatto», commenta a caldo Giuseppe Roscioli, presidente Federalberghi Roma, di fronte a questa promozione di un luogo baluardo dell’illegalità: «Io mi chiedo una cosa: se il 31 dicembre, alcuni turisti avessero cercato di partecipare al Capodanno abusivo, che figura ci avremmo fatto?».

«È un luogo abusivo – osserva Roscioli – e dovrebbe essere interesse del Comune chiuderlo». Spin Time, in realtà, è in buona compagnia: sulle stesse pagine di Turismoroma, infatti, compaiono altre realtà occupate: il centro sociale La Torre, l’ex Snia e l’ormai celebre Forte Prenestino.