• CODREANU OGGI • attualità politica dell’esempio della Legione – 14

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L’esempio dei sette Legionari sul Fronte
Nella circolare dell’8 gennaio 1937 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) Codreanu si rivolge a tutti i cuiburi con tono austero. La circolare infatti tratta dei sette legionari (tra i quali un sacerdote cristiano ortodosso) impegnati sul fronte e di cui non si hanno notizie da diversi giorni. 
Sette coraggiosi giovani che lottano per difendere la religione cristiana, carattere alla base dell’identità rumena, e che potrebbero essere già morti al momento della circolare o non fare più ritorno. Su di loro il Capitano invoca la protezione di Dio.
La concezione dell’agire politico della Guardia di Ferro si basa sulla millenaria tradizione di fedeltà al suolo, al sangue e alla religione. Un fronte da difendere che si allontana «migliaia di chilometri dal territorio del nostro paese. Mai la nostra stirpe ha lottato così lontano dalla sua terra».
Per i legionari il sacrificio contempla la morte – il sacrificio ultimo – per mezzo del quale si «innalza la nostra stirpe ed è un cane e una canaglia colui che non capisce e non apprezza questo gesto». Morire non per aver corso un rischio ma per aver compiuto fino in fondo il proprio compito, come Gesù morto in Croce.
Così come l’Arcangelo Michele, simbolo della Legione, difende la Fede sconfiggendo il Drago, simbolo del demonio, allo stesso modo i legionari sono chiamati a lottare, fino alla morte, per difendere il nome di Cristo e la Romania dal nemico, figlio del demonio.
Il Capitano rivolge inoltre una critica ai giornalisti dell’epoca, accusandoli di non dedicare spazio all’impresa dei sette legionari, facendo finta di non comprendere l’importanza del gesto. Codreanu non è preoccupato di non avere pubblicità dai giornali ma è nauseato dal constatare il loro tradimento alla Romania e il loro sentimento anti-rumeno.
Il militante di oggi e di domani, senza fanatismi ma sapendo declinare l’esempio nell’epoca in cui vive, sappia riconoscere il segreto della Vittoria insito nel cuore di chi ama a punto tale la propria stirpe da morire per essa.