PENSIERI DI MARCO AURELIO – carattere romano, stile militante – 18

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Pensieri – Marco Aurelio – LIBRO VIII

Che sorta di gente è questa, a cui si vuol piacere?
Per quali risultati, e per quali azioni ! Con quanta rapidità il tempo coprirà tutte le cose, e quante ne ha già ricoperte!
L’uomo moderno è spesso preda di istinti che mutano rapidamente a seconda dei luoghi, delle situazioni e sopratutto degli altri esseri umani con cui ci si rapporta.
Frequentemente capita che per ragioni di svariato tipo che spaziano dal sentimentale all’utilitaristico, egli muti il suo modo di comportarsi: ciò avviene spesso senza nemmeno accorgersene. Ci si mette l’ennesima maschera adatta per l’occasione.
E’ un atto che l’uomo moderno compie poiché desidera essere adeguato alla situazione, ricevere l’approvazione o la compiacenza di qualcun altro, senza rendersi nemmeno conto che a sua volta il suo stesso interlocutore è vittima dello stesso inganno!
Infatti pure quest’ultimo è alla ricerca della stessa ‘approvazione’.
Ma questo intento di ‘essere adeguati’, di ‘essere approvati’ dal mondo circostante non è nient’altro che acconsentire ai bisogni dell’ego: approvazione, autocompiacimento, gratificazione personale non sono che illusione. Si passa una vita a rincorrere uno stereotipo imposto dall’esterno e a rendersi adeguati e adatti a quel modello, del tutto artefatto e creato appositamente per soggiogarci. Senza esserlo mai. Perché l’anima non si placa, se non la domini. Un’immagine: pretendere di domare una bestia imbizzarrita rincorrendola a piedi per una prateria sconfinata.
Ma quella bestia va cavalcata, va domata, occorre tirarle le redini e frustarla all’occorrenza.
Con intenzione pura, volontà ferrea, consapevoli di ciò che è Vero, Eterno e Immutabile.
Così, domata la bestia, l’uomo sarà consapevole che è una vana ambizione quella di compiacere e di compiacersi, bensì occorre aderire ai Principi dell’Uno, alle norme dell’Assoluto e di conseguenza compiacere solo e soltanto Lui.