L’infamia di Yalta (4 febbraio 1945)

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Il 4 febbraio 1945 era una domenica. Nelle poche chiese non ancora sventrate nel grembo d’Europa si pregava. Nelle chiese trasformate in granai nella steppa infinita, gli schiavi dell’uguaglianza stavano curvi, abbrutiti ben più dei padri dei loro padri.
Nelle strade di Berlino si spazzavano i morti. Nella bella Italia si tremava dal gelo. Ma loro, sulla spiaggia lontana di Jalta, banchettavano con la civiltà, con vite generose, con i brandelli d’Europa.
L’infamia di Yalta è un unicum nella storia, perché genti diverse si sono riunite non per preparare la pace, ma per disintegrare con scientifica precisione un continente intero votandosi a logiche di muscolare potenza e di profitto.
I signori del denaro e quelli delle masse schiave; i signori d’Oltreoceano e quelli d’Oltremanica. La paura era con loro, dietro ai loro sorrisi tronfi, perché alle spalle di ogni perverso potere cova l’ombra del dubbio.
Nessun dubbio, invece, negli occhi dei Pochi che, fino all’ultimo, hanno osato dire MAI!