CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 18

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I 10 Comandamenti
Nella circolare del 5 giugno 1935 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) Codreanu redige un decalogo per i legionari della Guardia di Ferro. Dieci punti, scritti con linguaggio semplice e chiaro per essere efficaci e diretti in ogni circostanza. Il Capitano vuole ribadire una “norma” e non entra nel singolo caso, perché il decalogo sia valido sempre.
«Dieci comandamenti ai quali il legionario deve attenersi per non deviare dalla strada gloriosa in questi giorni di oscurità, di sventura e di sataniche lusinghe».
Alcuni “comandamenti” sono rivolti verso ciò che sta all’esterno della Legione.
Codreanu ammonisce di non dare ascolto alle voci dei giornali ma di ascoltare solo il Capo (primo comandamento) e di rendersi conto di chi si ha di fronte, sia egli un nemico o un amico (secondo comandamento). Inoltre deve essere tenuto lontano chiunque cerchi di corrompere un legionario, il quale non deve mai accettare doni e deve evitare gli adulatori (quarto, quinto e sesto comandamento).
Due “comandamenti” sono invece rivolti verso l’interno della Legione: il legionario agisce soltanto dietro ordine o per propria iniziativa e mai per dare ascolto allo straniero (terzo comandamento); il legionario non parla male degli altri camerati e non lascia che si parli male di sé (ottavo comandamento).
I restanti tre “comandamenti” sono rivolti al singolo legionario perché faccia esercizio sulla parte più intima di sé.
Il legionario deve vincere il proprio egoismo per essere una sola cosa con gli altri legionari: «sacrifica tutto, calpesta te stesso con tutti i tuoi appetiti e con tutto l’egoismo che porti dentro di te per questa unità» (settimo comandamento).
Il legionario non deve provare smarrimento se non riceve notizie né ordini, i Capi conosco cosa deve essere fatto (nono comandamento).
Tra i compiti del legionario c’è anche quello della preghiera per i camerati morti e per ricevere la forza fino alla vittoria (decimo comandamento).
«Bisogna che tutti sappiano che noi siamo legionari e restiamo legionari per l’eternità».
Il militante di oggi e di domani sappia fare proprio uno stile di vita che rispecchi il carattere legionario, mantenga un atteggiamento di chi sente di appartenere allo schieramento degli uomini di valore, si faccia interprete del costume che attiene agli animi nobili. Prima ancora delle idee servono Uomini Nuovi.