“CaMEMErati”: intervista ai camerati del MEME

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(a cura della redazione di AzioneTradizionale.com)
Oggi vi proponiamo una intervista decisamente sui generis: AzioneTradizionale.com intervista “CaMEMErati. Per chi non li conoscesse, si tratta di una seguitissima pagina Instagram che fa dell’ironia sui cliché della militanza “di Destra” il suo cavallo di battaglia. Apriti cielo! Immaginiamo già lo sguardo perplesso dei camerati da tastiera, custodi autoeletti della purezza rivoluzionaria… 
Ma essere sul Fronte della Tradizione non significa essere bigotti o tristi. AzioneTradizionale.com si occupa dei temi più vari, consapevoli che ogni fenomeno possa essere indagato e letto dal punto di vista della Tradizione. Lo facciamo anche con sana ironia e senza prenderci troppo sul serio… Buona lettura!
1. Cari “CaMEMErati”. Anzitutto dobbiamo darvi del Voi o del tu? Insomma, dietro al progetto c’è un “collettivo” o la pazza genialità di un singolo CaMEMEratO? 
Anche se dietro la pagina ci fosse una sola persona, la risposta non potrebbe che essere l’italico “Voi”.
Ad ogni modo siamo 8 amministratori, di cui però non riveleremo l’identità, se non le sole iniziali: A. C. I. T. S. A. V. S.
2. Spesso il nostro ambiente è un po’ vittima di stereotipi e pregiudizi che, paradossalmente, spesso ci addossiamo adagiandoci su cliché che altri hanno scritto per noi: mass media, luoghi comuni, avversari politici. Eppure, come i vostri meme dimostrano, spesso i primi a costruire questi pregiudizi e maschere (a tratti grottesche) sono proprio i camerati, esagerando alcuni comportamenti che diventano delle macchiette. Vedasi ad esempio il ruolo dei capi-sezione come padri-padroni cattivissimi e più onnipresenti del Grande Fratello…  
Un giorno un vecchio saggio disse che quando il Fascismo diventò marginale, gli emarginati diventarono fascisti.
Niente di più vero.
Giovani vecchi reduci che si sentono arrivati. Gente di merda che si riempie la bocca di parole svuotate di ogni significato…
Il problema reale è quando questa gente si ritrova in ruoli di comando. La sindrome da “ducismo” infatti è quanto di più deleterio esista.
Ragazzi di 20 anni che distribuiscono ordini come fossero al mercato.
Senza cognizione. Senza obiettivi. Per il gusto di comandare.
Più che macchiette, sono macchie indelebili di quella parte d’ambiente in decomposizione che non è in grado di darsi una disciplina. Poco a che vedere, in verità, con i nostri meme, rivolti a chi queste situazioni le ha vissute, affrontate e superate.
3. Ma, insomma, chiariteci un dubbio. La scelta di utilizzare i meme come strumento di riflessione e analisi nasce da qualche profondo studio sociologico e marketing o semplicemente perché non siete in grado di scrivere un libro?… Ironia a parte, come vi è venuta l’idea?  
I meme sono le barzellette del nuovo millennio.
È il modo più semplice per raggiungere nell’immediato quante più persone possibili. Strappare un sorriso anche su questioni serie è il nostro modo per dire “non sei solo, non sei pazzo“.
In questo modo creiamo empatia, la gente tende a darti fiducia e così, una volta entrati nelle menti di tutto l’ambiente trasversale, potremo distruggerlo. No aspetta, questo non avrei dovuto dirlo. Non inserirlo nell’intervista.
4. La pagina Instagram CaMEMErati si è imposta sulla scena Instagram “della militanza da sezione” sfruttando i cliché della vita di sezione e delle tipiche relazioni e difficoltà che qualunque militante abbia varcato la soglia di una sezione si trova davanti. In questa atmosfera agrodolce, però, è centrale un senso di fiera abnegazione che il militante – nonostante tutto – si accolla, sempre e comunque. Insomma, alla fine questi “CaMEMErati” sono proprio dei gran “Camerati”!?
Come dicevamo prima i nostri meme sono proprio diretti a quella parte sana dell’ambiente militante. Responsabili, capi sezione, militanti.
Non esiste comunità militante senza disciplina e gerarchia. Ma non esistono disciplina e gerarchia senza spirito di sacrificio e abnegazione.
Non c’è tempo né spazio per critiche sterili.
Bisogna andare avanti, affrontando le difficoltà e risolvendole. Mettendo sul piatto soluzioni, non problemi.
Bisogna essere camemerati.

5. Risposta libera per i lettori di Azione Tradizionale. Lasciateci con un pensiero, una massima o – fascisticamente – almeno una bozza di decalogo del “caMEMErato”…

I Non farti vivere dalla vita, sii tu a viverla.
II Non lamentarti dei problemi. Trova soluzioni.
III Non parlare a sproposito. Anzi non parlare proprio. Agisci.
IV Non fare mai l’errore di prenderti troppo sul serio. Resta coi piedi per terra.
V Non sentirti obbligato, nessuno ti punta una pistola alla tempia. Sii tu la tua pistola.
VI Ridi in faccia alle difficoltà. Non mollare.
VII Tu hai il potere di modificare la realtà che ti circonda. Fallo.
VIII Non è il tuo movimento a renderti migliore, sei tu che devi renderlo migliore.
IX In questo cammino non sei solo. Onora e sii fedele ai tuoi compagni d’arme.
X Insomma, sii un vero Camemerata.