CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 19

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Ai Legionari del Campo Arnota
Nella circolare del 20 luglio 1935  (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) Codreanu scrive ai militanti impegnati nel campo legionario di Arnota per fornire alcune brevi riflessioni sullo spirito del campo e sul suo scopo ultimo.
Come disciplinato dalla circolare del 31 maggio 1935, un campo legionario dura almeno un mese, vi partecipano almeno 30 legionari, un comandante legionario e un missionario legionario che si occupa dell’educazione spirituale. In particolare, per l’anno in cui è scritta questa circolare (1935), il compito del campo è quello di educare alla correttezza. Se finora la Legione ha creato l’uomo di fede, di coraggio e di sacrificio, adesso occorre creare l’uomo corretto.
Per il Capitano la correttezza si manifesta in ogni circostanza: «in rapporto con se stesso, in rapporto col mondo esterno (condotta, atteggiamento, buona fede, rispetto ecc), in rapporto con l’organizzazione, in rapporto coi suoi compagni di lotta, in rapporto coi suoi capi, in rapporto con la sua terra, in rapporto con Dio». Il legionario non deve comportarsi correttamente solo quando si dedica alla militanza o solo in pubblico ma in ogni circostanza e anche (e soprattutto) nella propria sfera privata. Il legionario sa discernere che cosa è giusto e che cosa non lo è, e sa compiere ciò che è giusto compiere.
In un mondo di “furbetti del quartierino” il legionario deve «bruciare nel fuoco più distruttore il ricordo di questi uomini» perché per costruire l’Uomo Nuovo occorre lavorare duramente sul proprio io per poter mettere a tacere quella vocina interiore che sussurra “fatti furbo”, “chi te lo fa fare”, “fai il minimo sforzo”.
Il militante di oggi e di domani incarni uno stile di vita retto, che rispetti i valori legionari e la legge dell’onore: «piuttosto che vincere per mezzo di un’infamia, meglio cadere lottando sulla strada dell’onore» (Il Capo di Cuib, di C.Z. Codreanu – ed. Ar).