La Chiesa si è arresa al virus

393

Dai santi protettori al divieto di messa: la Chiesa si arrende al coronavirus
L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha cancellato tutte le Messe con la scusa del coronavirus.  Un gesto di civile e responsabile preoccupazione, si potrebbe dire. Vero, o forse no. Perché, nella storia dell’Occidente, sappiamo quanto invece la devozione alla comunità dei Santi, la celebrazione della liturgia, il Rito, i voti, abbiano contribuito a rispondere efficacemente a ben più acute crisi dovute a pestilenze, malattie, carestie varie.
Invece, assistiamo alla resa totale della Chiesa che, senza neanche attendere un ordine o un invito dell’autorità civile, tira i remi in barca e non fa l’unica cosa che dovrebbe e potrebbe fare: pregare e mantenere vivo il rito.
Un tempo si invocavano i santi per proteggerci, ora si interrompono i riti per salvarci dal contagio.
Del resto, quali sono i “santi” a cui l’attuale pontificato si ispira? Greta? Gli indios dell’Amazzonia? Come biasimare allora il Papa che, a fronte di questo parterre di santi-straccioni, si sente di non poter far nulla se non chiudere le porte delle chiese…
Basterebbe poco – per i cattolici – come riappropriarsi della preghiera, del senso di comunità, dei riti fatti anche di digiuni e di espiazioni. Invece, constatiamo che questo pontificato marcia sotto le insegne del “buonsenso”, della “profilassi” e dei diktat dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, piuttosto che ispirarsi alle voci e all’esempio dei Santi come S. Rita o altri santi a cui la devozione popolare attribuisce capacità straordinarie in simili contesti. Un pontificato del genere è svuotato di ogni significato storico, divino e metafisico. Così ridotta, la Chiesa appare per ciò che questo Papa vorrebbe che fosse: mera convenzione sociale e consuetudinaria. Sembrerebbe materiale da antropologi delle religioni, invece, è l’ennesima triste constatazione del livello d’inversione dominante all’interno della religione predominante dell’Occidente.
L’Eucaristia resta l’unica potenza nel rito e dovrebbe aiutare l’uomo ad affrontare le difficoltà: ma ora che la Chiesa chiude le porte, resta molto poco. E per pochissimi.
 

(tratto da www.ansa.it) – Coronavirus: sospese messe in Lombardia. Recepita ordinanza della Regione. Chiusi anche gli oratori 

Tutte le funzioni religiose in tutta la Lombardia sono state sospese e gli oratori sono stati chiusi. Così le diocesi hanno recepito l’ordinanza della Regione Lombardia per l’emergenza coronavirus.