Marletta: “Ecco la Guerra Batteriologica a bassa intensità

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NIENTE PAURA: SI CHIAMA “GUERRA BATTERIOLOGICA A BASSA INTENSITA’”.
Ma i veri danni si vedranno a medio termine.

di Gianluca Marletta

(Avvertenza: le opinioni espresse in questo post sono quelle di uno studioso di “controinformazione” tacciabile di “complottismo”. Se volete rimanere nella “verità ufficiale”, seguite il TG di Mentana e smettete già ora di leggere).

Ieri sera, fonti russe hanno dichiarato pubblicamente che il caso-Coronavirus potrebbe essere un atto di guerra batteriologica firmato USA (suscitando rimostranze da Washington). Il perché lo facciano i Russi è presto detto: se lo facessero i Cinesi, equivarrebbe ad una “dichiarazione di guerra”. Per ricostruire gli indizi (tempistica, testimonianze, ecc.) che dimostrerebbero tale accusa – molti più dei proverbiali tre che fanno una prova – vi rimando al video.

Tenete presente una cosa: nelle più moderne tattiche militari, non si mira tanto a fare molti morti nelle file nemiche ma molti feriti (che pesano economicamente ben più dei defunti). Un virus diffuso nel cuore del più importante distretto industriale della Cina, a ridosso della festività del Capodanno, con conseguente paralisi di gran parte delle attività economiche, pesa al netto più di una bomba atomica (ed è decisamente meno identificabile). Un virus di media potenza (non siamo di fronte alla Peste Nera, sia chiaro!), può tuttavia mandare al collasso un intero sistema sanitario e sociale, specie in un paese come la Cina con una numerosa popolazione anziana.
Gli altri paesi principalmente colpiti, oltre alla Corea del Sud, sono …l’IRAN (a migliaia di km!), dove il focolaio è partito dalla città santa sciita di Qom (non proprio una meta ambita dal turista cinese medio…), che lascia immaginare ancor di più il “cui prodest” di questa “epidemia”.
L’Italia, infine, pur essendo un’ossequiente colonia USA è, da sempre, teatro d’ogni tipo di “sperimentazioni sociali” da parte della potenza coloniale, oltre ad aver commesso il peccato mortale di essersi proposta come terminale occidentale della “nuova via della seta”.
Insomma: uno SCACCO MATTO. Ma le conseguenze più rilevanti le vedremo solo fra un po’ di tempo.
Innanzitutto sul piano economico. Tenete solo presente un dato fra i molti: l’80% (!) dei principi attivi presenti nelle nostre medicine sono tutti “made in China”. Stessa cosa può dirsi per parti dei computer, degli smartphone, ecc. Il nostro mondo globalizzato sta per subire un colpo senza precedenti.
E poi c’è l’aspetto umano e sociologico. E’ vero che questa NON è la Peste del 1348 (ha una mortalità sì e no del 2%), ma è anche vero che noi NON siamo uomini del Medioevo, abituati a crisi e difficoltà da gestire e con la certezza sovrannaturale che la vita abbia uno Scopo Superiore. La nostra è una società tenuta in piedi coi cerotti: spiritualmente cadaverica, psicologicamente fragilissima, strutturalmente ultra-complessa e quindi ultra-dipendente da qualsiasi sommovimento o evento non previsto.
Quello che oggi si vede nei supermercati del Nord Italia potrebbe essere davvero nulla rispetto a quello che si vedrà fra poco, specie in un contesto umano come il nostro dove la solidarietà e la fermezza sono valori ormai perduti e persino ridicolizzati. Pure i Preti, in Nord Italia, hanno chiuso le chiese: nel 1600, San Carlo Borromeo puliva la bava dalla bocca degli appestati.
E il panico, si sa, è uno degli elementi fondamentali per imporre qualsivoglia “esperimento sociale”.
Chi vivrà vedrà.

(P.s. Ribadisco ulteriormente che queste sono riflessioni di un “complottista”, non siete tenuti a prenderle in considerazione. Se vi infastidiscono, c’è sempre il TG di Mentana ad accogliervi a braccia aperte – o Repubblica o Libero o quel che volete voi).