I CHING – IL MORSO CHE SPEZZA • esagramma n. 15

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L’I Ching è un antichissimo testo sapienziale cinese, composto di 64 esagramma, simboli costituiti di linee yang (intere) e yin (spezzate), capaci di raffigurare tutti gli stati e i mutamenti dell’universo. Chi ne apprende il linguaggio è in grado di accordare la propria vita all’armonia della Natura (il Tao), ottenendo così la vera Nobiltà dello Spirito.
Lo approfondiamo in questa rubrica curata da Alessandro Zanconato, autore del libro “Il morso che spezza” (ed. Passaggio al Bosco).

  1. KKIENN – LA MODESTIA

Sopra Kkunn, il Ricettivo, la Terra.

Sotto Kenn, l’Arresto, il Monte.

Il segno si compone di Kenn, l’arresto, il monte, e di Kkunn. Il monte è il figlio minore del creativo, il rappresentante del cielo in terra. Egli elargisce le benedizioni del cielo, nubi e pioggia, radunantisi attorno alla sua cima, facendole discendere, per poi splendere trasfigurato da celeste luce. Ciò mostra la modestia ed il suo effetto in uomini elevati e forti. Sopra sta Kkunn, la terra.

La qualità della terra è lo stare in basso, ma proprio per ciò essa in questo segno viene, stando al di sopra del monte, raffigurata esaltata. Ciò mostra l’effetto della modestia in uomini umili e semplici: ne vengono esaltati.

LA SENTENZA
Modestia crea riuscita.
Il nobile porta a termine.

La legge del cielo vuota ciò che è colmo e riempie ciò che è modesto: quando il sole sta al culmine deve volgere al tramonto seguendo la legge celeste, e quando sta nel punto più profondo sotto la terra va verso un suo nuovo sorgere. Quando la luna è piena essa cala, secondo la medesima legge, e quando è vuota ricomincia a crescere. Questa legge celeste opera anche nel destino degli uomini. La legge della terra è che il pieno si modifica ed affluisce al modesto: i monti alti vengono asportati dalle acque e le vallate riempite. La legge delle potenze del destino è quella di danneggiare ciò che è pieno e di largire fortuna a ciò che è modesto. Ed anche gli uomini odiano il pieno ed amano il modesto.
I destini seguono leggi fisse, che si esplicano con rigore. Ma è in potere dell’uomo di plasmare la sua sorte secondo che col suo comportamento egli si esponga all’influenza delle forze benigne o di quelle deleterie. Quando l’uomo sta in alto e si mostra modesto egli splende nella luce della saggezza. Quando è basso e si mostra modesto, egli non può essere scavalcato. Così il nobile riesce a portare a termine la sua opera, e non si vanta della cosa compiuta.

L ‘IMMAGINE

Dentro la terra sta un monte:
L’immagine della modestia.
Così il nobile diminuisce quello che è troppo,
Ed aumenta quello che è poco.
Egli pondera le cose e le rende uguali.

L ‘aspetto della terra nella quale sta nascosto un monte non palesa la sua ricchezza, poiché le elevazioni del monte servono per compensare gli avvallamenti. Così alto e profondo si compensano, ed il risultato è la pianura. Come immagine della modestia è usata qui la circostanza che ciò che ha richiesto un lungo tempo per essere effettuato appare poi naturale e facile. Così fa il nobile quando mette ordine in terra. Egli compensa i contrasti sociali che sono le fonti di discordia, e crea condizioni eque e piane.

(citazione tratta da I CHING, IL LIBRO DEI MUTAMENTI, Astrolabio-Ubaldini, poi Adelphi; versione di Richard Wilhelm).