Rai sanzionata per sovranismo e Sardine in prima serata

121

Pare molto lunga la lista dei gravi crimini che la Rai “sovranista” ha commesso contro il popolo italiano. Crimini così gravi da venire puniti con una sanzione di Euro 1,5 milioni. Unica colpa? Quella della Rai di essere divenuta una – ipotetica – fonte d’informazione sovranista. Di sovranismo, onestamente, noi non ne abbiamo visto nei soliti programmi inebetiti della Rai, eppure la multa rimane. Le colpe sono diverse, e vanno dai commenti sulla donna di Sanremo a delle battute di Timperi sui piloni della Reggio Calabria. Rientrano ovviamente anche il Duce e un indefinito insulto a Fazio. È lecito chiedersi come mai le multe arrivino proprio ora che la Rai si è discosta leggermente dal solito seminato radical chic, ma la risposta sta proprio nella domanda. Dopotutto la televisione è un potente mezzo di pressione e indottrinamento, e, al pari dell’informazione, è chiaramente schierato. Il milione e più di multa serve a ricordarci che lo schiavo non può rivoltarsi contro il suo padrone che viene subito punito. Ecco il significato della multa. La lezione è stata chiara e vedrete che la Rai non si discosterà più, neanche un poco, dalla solita litania europeista, pro-global e multiculturalista. Di tutto questo a noi poco importa davvero, tanto la televisione non la guardiamo neanche. Ma è sempre bene seguire queste notizie perché ci tengono aggiornati sul mondo che ci circonda e ci aiutano ad essere sempre vigili. Possiamo così programmare le giuste contromisure contro un nemico che, accecato dall’ideologia, ci mostra le sue armi.


(tratto da www.repubblica.it) – L’Autorità per le Comunicazioni motiva la sua sanzione alla televisione di Stato citando una lunga serie di gaffe, errori, parzialità

ROMA – In 36 pagine, l’Autorità per le Comunicazioni motiva la sua decisione di sanzionare la Rai (per 1,5 milioni). La violazione del Contratto di Servizio, in cui è in corsa Viale Mazzini, è effetto di una lunga galleria di parzialità, gaffe ed errori che l’Autorità rintraccia sIa nei notiziari sia nelle trasmissioni di intrattenimento. Ecco tutte le colpe della tv di Stato. 

“Le sanno le conseguenze”. Scrive l’Autorità. “La puntata della trasmissione Realiti (5 giugno 2019) ospita due cantanti neomelodici siciliani. Uno dei cantanti, in studio, dice dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro“. Secondo l’Autorità, siamo di fronte a una chiara violazione del Contratto di Servizio che imporrebbe di “veicolare una cultura della legalita”.

Mussolini a Predappio. “Il 28 aprile 2019, nell’edizione delle 19.30 del Tgr Emilia Romagna, è andato in onda un servizio sulla manifestazione dei nostalgici a Predappio nel quale compare un gruppo di persone riunite per la commemorazione della morte di Benito Mussolini”. Questo, “senza alcun contraddittorio né contestualizzazione sociale o politica”. Il servizio “mostrava tricolori, saluti romani e cimeli del regime; e si raccoglievano le dichiarazioni di alcuni presenti – ivi compresa la nipote di Mussolini – al limite dell’apologia del fascismo senza alcuna stigmatizzazione da parte dell’intervistatore”.

Il carabinieri e i nordafricani. “Nell’edizione delle ore 13 del Tg2 del 26 luglio si riporta la notizia dell’assassinio del vice-brigadiere Mario Cerciello Rega. Il notiziario è l’unico tra quelli Rai” a indicare con una assoluta certezza i responsabili dell’omicidio “come nordafricani”, mentre i presunti responsabili sono in realtà due cittadini statunitensi. 

L’omicidio Pomarelli. Per quattro giorni – il 9, 10, 11 e 12 settembre 2019 – La vita in diretta (RaiUno) si concentra sull’omicidio di Elisa Pomarelli (a Piacenza). L’Autorità riconosce che il tema è di primaria importanza, alla luce dei troppi femminicidi che funestano il Paese. Il servizio pubblico tv, però, non ha sempre rispettato l'”Atto di indirizzo sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive”.

I piloni della Salerno-Reggio Calabria. Mattina in Famiglia, RaiUno, 25 gennaio 2020. I conduttori del programma parlano con un telespettatore in collegamento dalla Calabria, c’è un quiz. Dopo aver risposto a una prima domanda, per la seconda il telespettatore chiede aiuto e il conduttore Tiberio Timperi fa: “L’aiutiamo, l’aiutiamo, altrimenti poi andremo a fare i piloni della Salerno-Reggio Calabria”, accompagnando la battuta da una mimica del corpo. Secondo l’Autorità, “l’episodio, apparentemente banale, contribuisce a rafforzare stereotipi e pregiudizi” mentre la Rai dovrebbe contrastare “ogni forma di discriminazione”. 

Sanremo: stereotipi sulla donna. “Sono pervenute all’Autorità diverse segnalazioni che lamentavano la scorretta rappresentazione dell’immagine femminile e il ruolo stereotipato della donna nelle trasmissioni Rai. Anche in questo caso è stata verificata una carenza della particolare responsabilità richiesta alla Rai nella garanzia della dignità della persona e nella rappresentazione dell’immagine femminile”.

Perché l’attacco a Fazio? In un suo editoriale del 4 marzo 2019 , “il Tg2 commenta ironicamente l’intervista rilasciata a Fabio Fazio dal presidente Macron su Rai Uno. Il cittadino e utente viene esposto a un editoriale che bersaglia i due interlocutori senza un chiaro ancoraggio a una notizia”. 

Bannon dà i voti all’Italia: “Un’altra segnalazione ha riguardato un’intervista del 25 gennaio 2019 (Tg2), a Steve Bannon, presentato in studio come teorico della destra sovranista americana”. L’intervista si sostanziava “in una serie di commenti sui leader delle forze di governo italiano di allora, senza fornire alcun chiarimento in ordine alle ragioni per le quali si riteneva di dare spazio a Bannon e, dunque, senza alcuna precisazione circa la sua figura e il suo ruolo”.

Le carceri libiche. Scrive ancora l’Autorità: “L’approdo, condotta da Gad Lerner e andata in onda su Rai Tre il 5 luglio 2019, fornisce una apprezzabile rappresentazione della questione delle torture nelle carceri libiche”. Ora, il programma propone anche “dichiarazioni contro il ministro dell’Interno dell’epoca e contro la politica del governo italiano”. Su questo punto il programma “avrebbe dovuto garantire la possibilità di replica e di contraddittorio da parte dei diretti interessati” e dunque “la completa rappresentazione delle diverse posizioni in campo”.

Minibot a senso unico. Nella trasmissione del 5 giugno 2019 di Tg2 Post è stato trattato, tra l’altro, “il tema dei minibot”. E viene fornita “una spiegazione dello strumento dei minibot e del loro funzionamento. La rappresentazione di tale tematica, tuttavia, è risultata univoca perché non illustra le diverse opzioni e posizioni al riguardo”.

I risparmi nel materasso. Carta Bianca del 3 dicembre 2019. “Il commentatore fisso Mauro Corona – interpellato sul tema del Fondo Salva Stati – si rivolge ai telespettatori dicendo: vorrei dire ai risparmiatori, tiriamo fuori i nostri risparmi e li mettiamo sotto il materasso”. Pur avendo la conduttrice Berlinguer stigmatizzato questa affermazione, “l’informazione fornita al cittadino-utente su un tema complesso risulta del tutto sommaria”.