Coronavirus, grimaldello del denaro elettronico

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Dietro la psicosi, ai danni per l’economia e agli effetti che il Corona virus sta creando, ecco l’ennesimo cavallo di Troia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, invita tutti a utilizzare il denaro elettronico. Giusto, se consideriamo che il denaro – come tutte le superfici di utilizzo comune: corrimani, maniglie, etc. – è un potenziale veicolo d’infezione. Tuttavia, questo appare come l’ennesimo “effetto collaterale” della diffusione del virus. Volete vedere, infatti, che conclusa la fase epidemica l’uso del denaro contante verrà ulteriormente stigmatizzato anche in ragione di queste motivazioni?

(tratto da www.greenme.it, di Francesca Mancuso) – Coronavirus, l’Oms consiglia di limitare le banconote: ‘meno contanti, usate carte, bancomat e moneta elettronica’

 

Le banconote e le monete sono da sempre considerate una delle cose più sporche e culla di virus e batteri. In questo periodo più che mai.  Limitarne il più possibile l’uso potrebbe essere d’aiuto per contrastare la diffusione del coronavirus.

Già il mese scorso, le autorità cinesi avevano ordinato di sterilizzare le banconote per paura di diffondere il Covid-19. Era stato inoltre suggerito di lavare le mani dopo aver usato il denaro contante.

Se finora le indicazioni delle autorità sanitarie mondiali passavano per una più capillare igiene, soprattutto delle mani, adesso l’Oms suggerisce di ricorrere quando possibile al contactless.  Un portavoce ha dichiarato a The Telegraph che le carte contactless potrebbero aiutare a “ridurre il rischio di trasmissione” così come lavarsi le mani dopo aver maneggiato denaro.

“Sappiamo che i soldi cambiano spesso di mano e possono raccogliere tutti i tipi di batteri e virus. Consigliamo alle persone di lavarsi le mani dopo aver maneggiato le banconote ed evitare di toccarsi il viso. Quando possibile, sarebbe anche consigliabile utilizzare pagamenti contactless per ridurre il rischio di trasmissione.”

I coronavirus resistono fino a 9 giorni 

Un suggerimento tutt’altro che banale anche alla luce di quanto ha scoperto di recente un nuovo studio. Condotta dai ricercatori della University Medicine Greifswald, in Germania, l’analisi ha scoperto che i coronavirus umani possono rimanere infettivi su superfici inanimate fino a 9 giorni a temperatura ambiente. Esaminando 22 studi precedenti su coronavirus simili, tra cui la sindrome respiratoria acuta grave (Sars) e la sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers), gli scienziati hanno scoperto che essi potevano resistere su metallo, vetro o plastica fino a 9 giorni ma venivano resi innocui dalla disinfezione delle superfici con etanolo al 62-71%, perossido di idrogeno allo 0,5% o ipoclorito di sodio allo 0,1% entro 1 minuto.

Non è ancora chiaro se il nuovo coronavirus si comporti come i suoi simili, come hanno rassicurato anche le autorità sanitarie italiane.

Un portavoce della Banca d’Inghilterra ha aggiunto però che come qualsiasi altra superficie con cui un gran numero di persone viene a contatto, le banconote possono trasportare batteri o virus ma il rischio rappresentato dalla loro manipolazione non è maggiore del contatto con qualsiasi altra superficie comune, come i corrimano, le maniglie delle porte e le carte di credito.

Dall’altra parte, essere prudenti non fa male e, se possiamo, scegliamo di usare contanti e monete e, in ogni caso, laviamo sempre e spesso le mani.