Rinasceranno l’Italia e l’Europa?

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Riflessioni sul futuro di una Patria che non c’è ma che forse può “a buon diritto” guardare ad est. 
(a cura della Redazione di AzioneTradizionale.com)
Qualcuno spera che dal sacrificio degli Europei, vissuto per l’emergenza sanitaria, possa rinascere l’Europa. 
E, forse, per un momento lo abbiamo sperato anche noi. 
È sempre la condivisione di sofferenza, di sacrificio e rinunce a stringere i rapporti di fratellanza, a rinsaldare gli animi, a creare i vincoli più forti degli stessi legami di sangue. È la vita di trincea a creare la Patria.
Stiamo forse vivendo la più grande sofferenza dall’ultimo conflitto mondiale. Vengono richiesti grandi sacrifici indistintamente a tutti, sacrifici e rinunce che dovrebbero però essere giustificati dal senso di appartenenza, comunità, partecipazione e condivisione e non frutto di paura e terrore reciproci.
“Statevene a casa, cazzo!”. Quanto odio, quanta paura, quanto terrore traspare invece dai mantra recitati dai più. Rammentare a tutti che i sacrifici che siamo chiamati a fare sono frutto dell’appartenenza ad una comunità umana significa nobilitare la rinuncia e trasformarla in partecipazione comunitaria al sacrificio. Ogni appartenenza è, d’altronde, partecipazione.
Rivendicare la nostra appartenenza nei momenti difficili significa ricordarsi che la “Patria” si crea nelle trincee, in quei luoghi senza tempo dove gli uomini affermano innanzitutto di essere “Patrioti”, di condividere cioè, per un’idea superiore, tutte le asprezze e le avversità. 
I veri e autentici sacrifici si compiono per Amore e non per paura. Rinascerà l’Italiano da questa sofferenza comune? Non lo sappiamo. Difficile crederlo. 
Ma di certo siamo sicuri che l’Europa e gli Europei non rinasceranno dalle ceneri del retorico e offensivo “Siamo tutti italiani” di Ursula von der Leyen né dal viscido e falso “Noi ci saremo” di Christine Lagarde
Per chi ama solo la retorica delle azioni e non quella delle vuote parole, non è difficile non farsi emozionare dai videomessaggi di chi ancora non ha deciso di condividere un bel nulla della sofferenza che gli Italiani hanno solo iniziato a patire. Non è difficile, ma questo vale anche per i più miti come il Presidente Mattarella che ieri sera ha finalmente, “a buon diritto”, alzato la testa, disprezzare le azioni di chi ha appena deciso di affossare, con l’esplicito e sfacciato rifiuto di intervenire con la propria politica monetaria, un intero sistema economico che già intravede la recessione più nera e il baratro più profondo
“La vera amicizia si vede nel momento del bisogno” ha fatto sapere a Mattarella il Presidente Xi Jinping ringraziandolo commosso per la vicinanza che l’Italia ha saputo dimostrare alla Cina in questi mesi e che la Cina sta ora ricambiando all’Italia con i suoi aiuti e sostegni concreti . A marzo dell’anno scorso, lo stesso Xi aveva affermato su uno dei più importanti quotidiani nazionali che “la Cina e l’Italia sono rispettivamente emblema della civiltà orientale e occidentale e hanno scritto alcuni dei capitoli più importanti della storia della civiltà umana”
Dubitiamo che l’Italia possa rinascere ma, se mai dovesse avere questo privilegio, sappiamo che il sole forse è tornato a sorgere ad est