Mobilità (davvero) “green”? No, i monopattini elettrici inquinano più delle auto.

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La mobilità “green” ci è stata presentata come la rivoluzione del XXI secolo, con tanto di profeti adorati come semidei (Greta in primis). Il motore elettrico, eletto a Santo Graal del nuovo paradigma ambientalista, avrebbe dovuto salvarci da un mondo inquinato e sull’orlo del baratro E, invece, sembrerebbe che le cose non stiano proprio così.
Abbiamo già discusso, per esempio, di Tesla e di tutta la cortina fumogena intorno al “mito” dell’auto elettrica. Oggi parliamo di un altro “virus” che si sta abbattendo sulle nostre città, visto che come funghi compaiono monopattini elettrici. Con la scusa della sostenibilità, agguerritissime aziende stanno entrando nel mercato, in barba anche ad un quadro legislativo non chiaro e di basilari criteri di sicurezza collettiva, di cui se ne fregano altamente. Oggi, però, uno studio scientifico dimostra che i monopattini elettrici a causa della loro durata di vita breve tra produzione e ricarica alla fine causano più emissioni di altri mezzi tradizionali, come le tante odiate auto. Siete ancora sicuri che è così facile lavarsi la coscienza e garantirsi un mondo migliore?
(www.europa.today.it) – I monopattini elettrici? “Inquinano più delle auto”. In tutta Europa si stanno diffondendo sempre di più e vengono considerati un’alternativa ecologica alle auto e alle moto. Ma a quanto pare i monopattini elettrici potrebbero essere molto inquinanti a loro volta.
E’ questo, secondo quanto emerge da uno studio condotto nella capitale del Belgio dai ricercatori della Libera Università di Bruxelles (Ulb), è la conseguenza del fatto che questi mezzi hanno una durata di vita breve e le emissioni che sono necessarie a produrli e farli circolare sarebbero quindi in proporzione più alte di molti mezzi tradizionali. Uno scooter elettrico condiviso genera 131 grammi di CO2 equivalente per chilometro a Bruxelles.
La maggior parte di queste emissioni sono dovute principalmente alla fase di produzione in Cina (il 79%), spiega lo studio. In Belgio poi l’impatto ambientale è legato alla “fase di posizionamento e raccolta nonché alla fase di caricamento delle batterie”. Le modalità di trasporto sostituite dal monopattino elettrico condiviso – principalmente l’auto (privata, condivisa, taxi e Uber) – causerebbero invece un’emissione di 110 g di CO2 equivalente per chilometro. Lo scooter quindi inquina di più e questo sarebbe una conseguenza della sua durata di vita insufficiente.
Per essere meno inquinante rispetto ad altri mezzi di trasporto, lo scooter dovrebbe essere usato in media 9,5 mesi. Tuttavia, la sua durata è di circa 7,5 mesi. Per prolungare la vita degli scooter è necessaria una migliore resistenza ma anche “una manutenzione efficace, infrastrutture adeguate (i buchi nella carreggiata accelerano il deterioramento degli scooter), un uso attento e una riduzione del vandalismo”, conclude Hélie Moreau, ricercatrice dell’Ulb per la gestione ambientale e la pianificazione regionale.