Home Notizie Attualità “La Repubblica” (dei servi) nega il vero volto di Defender 2020

“La Repubblica” (dei servi) nega il vero volto di Defender 2020

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I giornalisti italiani, da sempre, non sono famosi per la loro imparzialità. Ma fra tutti questi mercenari, vi sono dei veri e propri servi. Servi sciocchi, in grado di manipolare la realtà dei fatti anche quando questa è così evidente da preoccupare anche il cittadino meno interessato ai fatti. E così “La Repubblica” dedica un lungo articolo di domande e risposte per smentire che Defender 2020, l’enorme war game organizzato dalla Nato a danno della Russia, sia quello che è: prove generali di aggressione alla Russia e consolidamento della presenza Usa in Europa. Leggere per credere, e ridere, visto quanto è maldestra la verità propinata dal quotidiano di Scalfari. 

(tratto da www.repubblica.it) – Coronavirus, le bufale sull’esercitazione Defender Europe e l’invio di soldati Usa.
Sui social network l’arrivo dei militari statunitensi per l’esercitazione Defender Europe diventa allarme invasione. Come distinguere miti e realtà.

Il momento per far attecchire le bugie, lo sa bene chi vive di truffe, è quando l’attenzione è distratta e le emozioni sono intense. Così, in tempi di preoccupazione per le minacce reali, propagare nuove paure è più facile. E per suggerire scenari catastrofici e ipotesi di cospirazione del tutto insensate l’ansia del Coronavirus funziona a meraviglia. E’ il caso dell’allarme sulle manovre militari nell’Est Europa, a partire dall’esercitazione congiunta fra forze Usa e alcuni Stati della Nato “Defender Europe 2020”, che offrirebbe, secondo i messaggi apocrifi in giro sui social network, scenari particolarmente oscuri. Ma basta un minimo di verifica e la valutazione dei tecnici per far luce sull’attività.
 
SI DICE: Troppi soldati per un’esercitazione, qui si pianifica l’aggressione alla Russia.
 

FALSO: A escludere questa ipotesi basta un dato: Defender Europe doveva impegnare in un primo momento 37mila soldati, cioè 20mila militari Usa in arrivo, i novemila già presenti, e ottomila europei. L’emergenza virus ha imposto una riduzione (annunciata ma ancora non definita). Ai tempi della Guerra Fredda, quando si considerava realistica l’idea di un attacco dell’Armata Rossa, sul fronte europeo c’erano 70mila americani, che assieme alle truppe locali dovevano solo reggere il primo assalto per 36 ore, in attesa dei rinforzi da oltre Atlantico. Insomma, se l’ipotesi fosse realistica, gli arrivi sarebbero molto più numerosi.
 
SI DICE: Lo schieramento dei mezzi militari è massiccio e inusuale.
 
VERO: La manovra Defender Europe serve anche a ricostruire il Pomcus, il sistema di rifornimento di materiali e mezzi militari pre-posizionati che garantisce la capacità di schieramento militare in tempi rapidi. I materiali attualmente disponibili nei punti di deposito risalgono spesso a trent’anni fa e non garantiscono la prontezza. In più, la linea di schieramento si è spostata rispetto ai tempi della Guerra Fredda e richiede un ridispiegamento diverso.
 
SI DICE: Le manovre servono a preparare un attacco contro la Russia.
 
FALSO: Ogni manovra militare ipotizza uno scenario considerato possibile. In questo caso lo scenario prevede – sia pure non dichiaratamente – un possibile scontro con la Russia, non un attacco occidentale. Lo scopo è di deterrenza, non di aggressione.
 
SI DICE: I contingenti Usa arrivano proprio mentre esplode l’epidemia a livello continentale per approfittare dell’emergenza e occupare l’Europa.

FALSO: Secondo Antonio Mazzeo, attivista antimilitarista, “una manovra di queste dimensioni si pianifica con almeno un anno di anticipo, quando nessuno poteva prevedere l’epidemia”.

SI DICE: Siamo sull’orlo della Terza Guerra mondiale.
 
FALSO: Gli scopi strategici degli Usa nelle esercitazioni a Est Europa sono altri, dice Fabio Mini, ex comandante della Forza multinazionale Kfor:

  1. Riportare la difesa dell’Europa sotto il controllo americano (Washington vuole gradualmente diminuire l’impegno multilaterale nella Nato e favorire accordi bilaterali).
  2. Rassicurare i Paesi dell’Est Europa, ex Patto di Varsavia, che gli Usa hanno tutte le intenzioni di intervenire davvero su terra europea in caso di necessità.
  3. Ribadire ai Paesi dell’Europa occidentale la necessità di maggior impegno finanziario nella difesa.
  4. Riaffermare che lo snodo strategico della politica internazionale Usa – che Obama aveva voluto spostare in Asia (in vista di un confronto con la Cina) – non è unico. In altre parole, le pianificazioni strategiche americane prevedono la preparazione contemporanea anche su diversi teatri.

 
SI DICE: L’esercitazione serve per ristabilire il dominio Usa sull’Europa.
 
FALSO: Nelle parole di Francesco Vignarca, portavoce di Rete Disarmo, “ritenere che un’operazione pianificata da così tanto tempo e coordinata con gli Stati europei ospitanti sia un tentativo di ‘controllo’ sul campo, è un’idea debole. Tutti i soldati dispiegati verranno fatti rientrare nelle loro basi Usa. E l’esercizio dell’egemonia americana viene già esercitato attraverso pressioni dirette e bilaterali e attraverso la Nato. Non c’è bisogno di una nuova esercitazione”.
 
SI DICE: I soldati americani saranno elemento di diffusione del virus e non adottano precauzioni.

PARZIALMENTE VERO:  I militari Usa sono vincolati dalle legislazioni nazionali dei Paesi di passaggio e di destinazione, anche per quanto riguarda le misure di contenimento del contagio. Ma le immagini degli arrivi mostrano che nessun accorgimento particolare è stato adottato, e anzi l’accoglienza è stata accompagnata da eventi pubblici, come concerti e incontri. E resta la preoccupazione per le possibili conseguenze del movimento di tante persone su migliaia di chilometri di territorio europeo, nel momento in cui viaggi e spostamenti sono da evitare.

SI DICE: I soldati americani hanno già disponibile un vaccino e non lo condividono.

FALSO: Qui siamo in pieno ambito da leggenda metropolitana, sul filo della paranoia. Come parziale smentita può valere la quarantena del generale Christopher Cavoli, comandante di US Army Europe, che è stato esposto al contagio in una riunione d’alto livello.

SI DICE: In pieno allarme da Coronavirus, sembra pazzesco che l’Italia e l’Europa debbano spendere cifre enormi in esercitazioni militari.

PARZIALMENTE VERO: L’Italia si è ritirata da Defender Europe, le sue Forze armate sono impegnate a fronteggiare l’emergenza sanitaria, anche se poi la Difesa non ha cancellato la partecipazione italiana alla manovra Red Flag in Nevada, che coinvolge reparti aeronautici di tutto il nostro Paese. Sull’opportunità delle esercitazioni militari in questo momento, il giudizio è politico, non di fatto. Va solo aggiunto che le manovre erano decise da mesi.
 

“La Repubblica si batterà sempr