CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 23

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I Libri e la Biblioteca del Legionario
Nella circolare del 10 settembre 1936 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro)
Codreanu invita i legionari ad acquistare libri e ad allestire una piccola biblioteca legionaria. Non si tratta di un invito ad ostentare una cultura intellettualoide ma di compiere una scelta militante. Una buona lettura infatti, oltre ad essere un mezzo per la formazione personale e un modo sano di impiegare il proprio tempo, è anche uno strumento di lotta perché consente al legionario di essere sempre indirizzato «sulla buona strada» e a non lasciarsi corrompere dalle ingannevoli suggestioni della letteratura e del mondo borghese.
Il libro è anche veicolo di redenzione altrui, per questo Codreanu suggerisce di farne regalo a chi si vuol bene per «salvarlo dal traviamento». Spesso infatti si arriva più facilmente al cuore leggendo con gli occhi che ascoltando con le orecchie.
I libri, inoltre, così come i francobolli, stanno alla base dell’economia legionaria. Quella della Legione è infatti una battaglia che necessita di risorse economiche e, non avendo finanziatori, è compito dei legionari rifornirsi il più possibile presso le rivendite legionarie e suggerirle ai proprio conoscenti.
In conclusione della circolare, il Capitano esorta con vigore i legionari a leggere solo libri e giornali nazionalisti e cristiani per non essere “avvelenati” dal nemico. L’immagine molto suggestiva ed efficace che usa Codreanu è quella dell’ «acqua viva» contrapposta al «veleno».
Il militante di oggi e di domani sappia dotarsi di Kultur – la Cultura che coltiva gli Uomini – se vuole vivificare con parole e azione una precisa visione del mondo. Non si sottragga inoltre alla sua responsabilità all’interno dell’economia legionaria che Codreanu definisce come lo strumento per spezzare le catene dei burattinai economisti.