Effetti “buoni” del virus: l’ambientalista Tesla fa -50% in Cina

258
Non tutto il male vien per nuocere, recitava un vecchio adagio. E, sembrerebbe, che qualche effetto involontariamente positivo questo Covid-19 lo stia portando. Ci riferiamo al fatto che, in Cina, primo mercato mondiale per Tesla, il colosso della mobilità elettrica abbia segnato -50% nelle vendite. Ovviamente, è tutto il mercato dell’auto a registrare una contrazione, ma a Pechino Tesla ha pagato più di tutti. Perché sembrerebbe che la “bolla ambientalista”, che solo in un momento di economia galoppante ed entusiasmo ingiustificato può avere tanta forza, si stia già sgonfiando. Questi cali di vendita sono a riprova del fatto che, anche in ragione del tracollo del prezzo del greggio, e delle maggiori difficoltà di gestione ordinaria dei mezzi elettrici in condizioni di crisi, il consumatore predilige (razionalmente) ancora l’auto alimentata a benzina, che garantisce costi inferiori e maggiore autonomia gestionale e logistica agli automobilisti “tradizionali”. Nonché maggiore sicurezza…

(tratto da www.newstreet.it) – Effetto Coronavirus: in Cina Tesla ha venduto il 50% in meno. 

Il mercato cinese rallenta più del previsto, Wall Street vive la sua giornata nera e Tesla si trova a lasciare per strada il 20% del suo valore complessivo nel giro di una sola settimana.
Ovunque si predica il mantra del panico da evitare, ma in Borsa basta uno spiraglio per far scappare i buoi. Ecco dunque che il titolo TSLA vive l’ennesima giornata nera, crollando sui listini azionari al primo sospetto che la situazione in Cina sia ancor peggiore di quanto previsto.Non bastano le iniziative Tesla su Tik Tok, non bastano le consegne a domicilio, né l’attivismo dei Tesla Store sui social network per l’assistenza all’acquisto. Secondo quanto emerso, infatti, il gruppo di Elon Musk avrebbe venduto in Cina 3563 vetture a gennaio contro le 6643 vendute nel mese di dicembre, il che tratteggia un tracollo del 50% mese-su-mese.
 
 
Tutto ciò succede tuttavia con accento particolare su Tesla nel contesto di un mercato che va tutto al ribasso a ritmi sorprendenti. Dopo la caduta record dei listini di Wall Street e i dati neri delle vendite di auto in Cina (ben oltre quanto previsto ed in modo trasversale tra tutti i brand), Tesla non fa altro che pagare scotto più di altri. Mentre la borsa lascia per strada l’8%, dunque, Tesla lascia sul selciato 20 punti percentuali e prega per un ritorno solerte alla normalità. La Gigafactory di Shangai nel frattempo ha ripreso parzialmente le attività ed ha sfornato vetture pronte alla consegna, prevedendo quindi probabilmente una piena operatività entro poche settimane.

Il gruppo si prepara insomma al rimbalzo, che diventerà opportunità sia per gli investitori che per il consolidamento del marchio sul fondamentale mercato orientale.