N.A.T.O. per morire: ci ruba gli ospedali da campo

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La “Alleanza Atlantica” a cui l’Italia è (serva) fedele da sempre, volta le spalle al nostro Paese. Non alleati, dunque, ma padroni che, come tali, decidono di disporre per esempio il trasferimento di un enorme ospedale da campo – che in Italia sarebbe utilissimo – verso una base in Lussemburgo. Com’è possibile? La spiegazione ufficiale pretenderebbe farci credere che il piccolo principato del Lussemburgo avrebbe fatto richiesta alla Nato in qualità di stato membro, semplicemente a differenza degli altri che non l’hanno fatto. E, così, mentre noi dobbiamo ordinare macchinari e mascherine da ogni angolo del mondo, abbiamo “ignorato” che nella base Nato di Taranto c’era una struttura in grado di assicurare 200 posti letto, di cui 100 di terapia intensiva…?!

(tratto da www.ilgiornale.it) – Coronavirus, è polemica: ospedale da campo inviato fuori dall’Italia. In Lombardia ospedali al collasso. Ma dalla Puglia 6 voli cargo portano in Lussemburgo una struttura ospedaliera della Nato. La Lega: “Vergogna”
L’ospedale da campo è partito dalla Puglia. Permetterà di costruire una “struttura temporanea” in grado di ospitare circa 200 letti, di cui 100 dotati di preziosi respiratori per la terapia intensiva.

Una manna dal cielo, in tempo di coronavirus. Peccato che non verrà eretto a Bergamo, Cremona o Brescia, dove si combatte contro la morte. Ma in Lussemburgo.

Esatto: mentre in Italia morivano 4.825 persone, con oltre 42mila persone contagiate dal Covid-19, un’intera struttura medica lasciava l’Italia per approdare nel piccolo Stato europeo. L’ospedale da campo sarà costruito vicino al Centre Hospitalier de Luxembourg (CHL) ed è stato messo a disposizione dalla Nato Support and Acquisition Agency (NSPA), che ha il comando centrale a Capellen. Il materiale, e questo è il vero paradosso, è partito venerdì scorso dalla base Nato di Taranto con sei voli cargo. Avrà il compito di “aumentare la capacità in modo preventivo” del nosocomio per affrontare un’eventuale emergenza coronavirus.

Quell’emergenza in Italia, però, c’è già. E non è “eventuale”. Non si capisce dunque per quale motivo una struttura così preziosa abbia preso la via del Nord Europa, mentre la Lombardia si fa in quattro per costruire a tempo di record un nosocomio sotto la guida di Bertolaso. A chi gli chiedeva spiegazioni sul fatto che l’ospedale arrivi da un Paese martoriato dal coronavirus, il premier lussemburghese Xavier Bettel ha risposto laconico: “Abbiamo presentato una richiesta all’NSPA, che ci indicava che questo materiale era disponibile. Sono contento di poterlo usare”. Insomma, tutto normale.

La notizia è stata rilanciata anche dal sito dell’Agenzia della Nato, felice di aver “preparato, supportato e coordinato il trasporto e la costruzione della struttura”. Ai soldati dell’Alleanza Atlantica sono bastate 24 ore per organizzare il tutto. I primi container (su 54 in totale) sono decollati venerdì e sono atterrati lo stesso giorno all’aeroporto di Findel. L’ultimo volo cargo è arrivato oggi e l’ospedale sarà pronto in una settimana. “Queste strutture – ha spiegato un rappresentante del CHL – ci consentiranno di adattare notevolmente l’area di triage per i pazienti con una zona adiacente per i test di laboratorio e un’area a raggi X”. Secondo i media locali, in soldoni significano circa 200 posti letto di cui 100 di terapia intensiva. Un vero colpo di fortuna.

La polemica esplode puntuale. “È una vergogna”, attacca il deputato del Carroccio Daniele Belotti che si chiede perché il governo non si sia mosso per ottenere il materiale. “Sui siti lussemburghesi – dice – si legge che ‘essendo il Lussemburgo membro della Nato e paese ospitante dell’agenzia, è stato in grado di richiederlo. Il resto dei membri della Nato può fare lo stesso senza alcun problema, cosa che finora non è stata fatta’. Se davvero fosse così, sarebbe a dir poco vergognoso che un Paese come l’Italia, che in questo momento conta quasi 5000 morti, si fosse ‘fatto fregare’ dal principato del Lussemburgo”. Per questo l’onorevole ha presentato una interrogazione parlamentare urgente diretta al Ministero della Difesa, per capire perché una preziosa risorsa come questa “esca dal territorio nazionale” in un periodo così drammatico. “Ricordo – conclude il leghista – che nonostante le tre strutture supplementari operative o in fase di realizzazione a Cremona, Crema e Bergamo, il sistema sanitario lombardo è al limite del collasso e nei prossimi giorni potrebbero raggiungere la saturazione anche gli ospedali di altre regioni italiane”.