Dall’UE alle bugie del mondo moderno: sta saltando tutto

619

Alla data di redazione di questo articolo, salgono a 303.001 mila i contagiati in tutto il mondo, le vittime si attestano intorno ai 13 mila (12.950, con un triste primato italiano), mentre sarebbero 91.000 le persone guarite. Benché per noi italiani la situazione sia già da tempo molto grave, e non si è ancora arrivati al picco dei contagi secondo gli esperti, nel resto del mondo siamo solo agli inizi. Negli Stati Uniti il “virus cinese”, come lo chiama insistentemente Trump, sta iniziando a diffondersi fra la popolazione mentre in Francia, Germania e Spagna sono state prese misure simili a quelli del nostro governo: quarantena e chiusure negozi. Non solo, gli ospedali di Madrid, la capitale spagnola, sono già al collasso con 25.000 infetti. Si prospettano tempi ancor più bui, ma, per fare chiarezza, torniamo un attimo a gennaio.
Il coronavirus inizia a diffondersi in Cina, si parla di zuppe di pipistrelli e di un contagio inarrestabile, eppure il mondo continua a correre. Nessuno dei Paesi che traffica con la Cina, dall’Italia al Regno Unito, pensa di chiudere i voli e controllare gli sbarchi negli aeroporti. I paesi del Sud-Est asiatico invece chiudono tutto e, fra loro, i contagiati saranno pochissimi. L’Occidente non crede nei confini – è una tiritera che abbiamo sentito migliaia di volte – e chiuderli sarebbe l’eresia suprema. Sala, Zingaretti e le nostre élite intellettuali deridono Salvini e Meloni che chiedono i controlli alle frontiere: “è solo un’influenza”, dicono, “non creiamo razzismo verso le comunità cinesi”, continuano. La Cina si blinda, il Partito Comunista da ordine di quarantena, tutti i cinesi obbediscono: è molto semplice, contagio-crisi-chiusura-quarantena-fine epidemia. Nessuno si lamenta – anche perché non possono -, mentre si costruiscono ospedali e si seguono le direttive del partito. Con calma e pazienza la situazione si stabilizza. Oggi purtroppo si parla di un nuovo caso, ma la situazione sembra essere sotto controllo. Cosa abbiamo imparato noi dal caso cinese? Niente. Anzi, in maniera sciocca e superficiale il nostro governo ha bloccato solo i voli diretti che dalla Cina arrivavano in Italia e viceversa. Non si è pensato minimamente agli scali o al fatto che le persone potessero partire dalla Cina, fare sosta in Qatar e poi arrivare qui da noi. Ma tanto per la nostra classe dirigente i confini sono uno scherzo, qualche cosa di antico ed inutile da superare, anzi, da cancellare. Così, intanto che la Cina è blindata qui in Italia ancora si parla dell’immigrazione e dei barconi come di un fenomeno “inarrestabile”. Siamo alle comiche.
Silenzioso, il contagio arriva anche da noi. E, di colpo, non sbarcano più barconi in Italia. Quel fenomeno “inarrestabile” e “naturale” come l’immigrazione di massa si blocca di colpo. Ad inizio mese, quando il nostro governo era incerto se chiudere tutto o meno, l’Unione Europea restava a guardare. Nessuno in Europa ha mosso un dito e le richieste di aiuto dei nostri ministri sono cadute nel vuoto. E proprio quando viene dichiarata la quarantena e le borse sono a rischio ecco che la famosa “gaffe” della Lagarde ci spezza le gambe. Le borse italiane colano a picco, il paese è a rischio. Pure Mattarella è dovuto intervenire per bacchettare pubblicamente la Lagarde. Ma alla ramanzina non segue niente. Benché i giornali insistano sul discorso della “gaffe”, una gaffe non è stata. Come può, infatti, una persona con la sua esperienza dire cose del genere in un momento come questo, senza pensare che ci possano essere gravi ripercussioni sul mercato? No, una gaffe sicuramente non è stata. Successivamente ci ha provato Ursula a mettere una pezza, ma non è servito a niente. L’Unione Europea non ha mosso un dito, anzi nell’indifferenza generale si è tentato pure di discutere del MES. Il tutto mentre il nostro Paese stava andando alla deriva. Mentre crollano le false certezze del mondo moderno, mentre vengono a galla tutte le fandonie a cui ci hanno abituato i mass media nazionali, stanno cambiando, ancora una volta, i rapporti di forza fra le grandi forze di questo mondo. Gli Italiani in quarantena, inebetiti dagli speciali dei mass media sul coronavirus, si sono resi conto di quanto sia inutile e dannosa quest’Unione. Un Unione fondata sul danaro, sul commercio e sull’economia prima che sui pilastri millenari su cui si è fondata la Vera Europa. Quell’Europa della Tradizione che hanno provato in ogni modo di distruggere. Mentre l’Europa della finanza pensa a proteggere i suoi investimenti ha lasciato da soli non solo noi, ma tanti altri Paesi che faranno fatica a sopravvivere a crisi come questa. Pensiamo alla Grecia, il paese in cui la “cura” della Troika ha sì messo in regola in conti, ma ha anche fatto salire la mortalità infantile distruggendo migliaia di famiglie portandole nella povertà. Come farà la Grecia a resistere ad una crisi del genere se le banche europee hanno obbligato a tagliare continuamente sulla sanità? Non potrà resistere. E mentre intere Nazioni sono al collasso sanitario, in Siria si continua a combattere quella guerra che, da dieci anni, sta portando avanti gli interessi di americani ed alleati. Qualora il contagio dovesse diffondersi lì come si è già diffuso in Iran? Non possiamo neanche immaginare, poi, i danni che farebbe in Africa il Covid-19.
Siamo, dunque, al limite di un mutamento epocale che cambierà per sempre il mondo come lo conosciamo. Se in meglio o in peggio lo sapremo solo fra qualche anno. Ciononostante è importante ora aprire gli occhi e vedere come, ovunque, stiano crollando le false costruzioni del mondo della democrazia capitalistica occidentale. Un Mondo imperniato sul materialismo e sul livellamento democratico. Un mondo che pone tutto al servizio dell’economia e del capitale; dove le persone sono l’ultimo tassello di un gigantesco rullo compressore che non guarda in faccia a niente e a nessuno.
È dunque nostro compito rimanere in piedi fra queste rovine, con lo Stile caratteristico dell’Uomo che segue la via della Tradizione. Pronto ad affrontare con occhio realista e fare romano qualsiasi situazione gli verrà posta davanti. Siamo solo agli inizi di un secolare cambiamento già in essere da molto tempo ma di cui vedremo i risultati negli anni a venire.