Funzione positiva della Federazione russa

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(tratto da www.agerecontra.it)
Ero un semplice e modesto attivista della sede MSI dunque sarò perdonato se lo stile non sarà perfetto, nonostante la mia sofferta e tardiva laurea in storia contemporanea. Dall’ennesima discussione con vecchi camerati, che ora si proclamano europeisti e ieri fieri anti-almirantiani di destra radicale, emerge che l’aiuto russo anti-Covid all’Italia sarebbe oggi interessato. Più o meno ieri tra gli europeisti della destra radicale vigeva la certezza che vi era un autentico conflitto tra URSS e Occidente, che Yalta o la distensione fossero solo una messinscena per la tv mondiale; oggi, viceversa, il loro complottismo arriva a prefigurare uno scenario di accordo sottobanco tra Cina e angloamericani sulla pelle dell’UE e in particolare di una immaginaria rinascita germanica. Dove questa rinascita? Nell’aver distrutto il povero e buono popolo greco…?
Viceversa, come capirono bene Giorgio Almirante, Beppe Niccolai e Mennitti di Proposta Italia, tutti identificabili come Destra Sociale (e nessuno nella destra radicale volle o fece finta di non capirlo) non vi fu mai guerra tra URSS e Occidente, l’Italia centro di elaborazioni strategiche ben lo mostra con il compromesso storico tra comunisti e partito anglo-americano italiano come lo mostra la collaborazione tra sovietici ed occidentali con l’epidemia di vaiolo negli anni ’70 e la continua retorica della distensione che, ci spiegava allora Solzenicyn, rivelava il sovietismo come fazione dell’imperialismo angloamericano; dunque come ben comprese la classe dirigente missina di Destra sociale il loro fine, degli anglo-marxisti, era fare un milione ed anche di più di Sergio Ramelli in Italia e si guardi anche ora alla protervia assurda di chi vuole imporre al sindaco di Verona di buttare giù Via Almirante… per capire tante cose…; viceversa l’estrema destra in tutte le sue forme e modalità di azione era, secondo quanto ci dicevano continuamente dirigenti MSI all’epoca, manipolata e strumentalizzata da una lobby informativa e militare progressista, filo-marxista e filo-anglosassone.
Il più grande nemico politico di Almirante non era Berlinguer o Togliatti, ma il britannico Cossiga, che reclutò poi il pessimo Fini, da sempre promotore del centrosinistra e che portò al Governo il comunista D’Alema; qualcosa vorrà dire, o no? L’attentato di Peteano o i vari gruppi evoliani veneti di duri e puri, ad esempio, tutti operanti indisturbati sotto i vigili occhi di basi NATO, non potevano che confermare tutto questo… La guerra fredda fu una meschinità e una falsità. La realtà fu allora (disse così Almirante in Parlamento il 9 gennaio 1980 arrivando a sostenere la causa dei nazionalisti cambogiani khmer massacrati da vietnamiti e sovietici sotto gli occhi distratti della NATO) la guerra calda tra il maoismo cinese che veniva inteso come dottrina di liberazione nazionale e l’imperialismo sovietico. Dal sostegno aperto a Pinochet in Cile a Carrero Blanco in Spagna (che nessuno di noi ha mai considerato fascisti o camerati sia chiaro, eravamo filoperonisti…), Mao con la dottrina anti-russa del nemico orizzontale avviava una dottrina di strategia che voleva far i conti con l’Occidente dopo aver eliminato il classico “nemico vicino”. Gli europeisti non capirono allora questo, non capiscono di riflesso quello che accade oggi. Complotto o non complotto (non posso saperlo ma non mi interessa nemmeno a questo punto) Covid-19 è una vera e propria guerra.
La Cina non scenderà mai a patti con gli occidentali, la Cina vuole giustamente la supremazia mondiale dopo la secolare infame umiliazione britannica occidentale. Chi parla di una nuova Yalta sulla pelle europea non ha capito nulla. La Cina vuole solo capire con chi stanno gli europei in questa guerra perché ha capito che l’attuale Europa è solo una grande Olanda di mercanti e commercianti e fanatici gender che avanti di questo passo potrà solo essere terra di conquista e spartizione tra le tre potenze mondiali (Cina, Angloamerica, Russia). L’ingresso russo in Italia dà invece molta speranza, perché una collaborazione strategica tra Italia e Unione Eurasiatica russa potrà ridarci quell’identità nazionale mediterranea e quel senso civico di Stato che americani (dunque DC e PCI) e UE ci hanno conculcato, umiliandoci passo dopo passo. Una unione mediterranea (Grecia, Spagna, Italia e se possibile Francia) vicina alla Federazione russa e alla Unione Eurasiatica farebbe una ottima funzione di peso rispetto all’espansionismo cinese da un lato e angloamericano dall’altro. Inoltre, Putin ha operato in questo secolo una Rivoluzione conservatrice con la democrazia sovrana e sociale al centro molto simile e in continuità con la Rivoluzione corporativa di Mussolini del secolo scorso.
Putin ha sostenuto la Siria socialista nazionale di Assad, baluardo contro il terrorismo globale. Putin ha riabilitato come eroi della Federazione Solzenicyn e i milioni di martiri del Comunismo. D’ora in avanti, dunque, più che guardare al passato (camerati o meno) o ai vari schieramenti italiani (da FdI a LEU) preferirò mettere in primo piano chi sostiene un partito russo e la Democrazia Sovrana per la pace mediterranea contro terrorismo e guerre e chi viceversa è sul fronte della Russofobia.
Ex militante missino veronese