CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 25

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Circolare N. 79 – Per il Decimo Anniversario della Fondazione del Movimento Legionario
Nella circolare del 18 giugno 1937 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del VeltroCodreanu scrive pochi giorni prima del decimo anniversario della fondazione del movimento legionario per condividere alcune riflessioni e fornire delle indicazioni su come prepararsi al meglio per la ricorrenza.
Sono passati 10 anni da quel 24 giugno 1927 in cui Corneliu Zelea Condreanu, Ion Mota e altri 3 fondatori diedero vita al Movimento Legionario. Dieci anni di insulti, percosse, ferite, condanne, arresti e umiliazioni. Dieci anni per arrivare ad avere un milione di seguaci che credono e lottano per una Romania rinnovata sotto il segno della Legione. Dieci anni sono andati via ma ne verranno altri 10 e la Legione avrà la sua vittoria.
Codreanu invita i legionari a fare un bilancio interiore della loro lotta, in occasione dell’anniversario. È richiesto spirito di riverenza per il passato che ha visto la morte di molti camerati tra cui Ion Mota e Vasile Marin, e senso di conforto per il futuro che riserverà loro la vittoria e un nuovo inizio della stirpe rumena.
Non festeggiamenti per il giorno dell’anniversario, non canti né brindisi, non banchetti né celebrazioni, né grandi discorsi; per il Capitano il modo migliore per onorare questa ricorrenza è compiere il proprio dovere, a prescindere dalla posizione nella famiglia e nella società.
Il militante di oggi e di domani sappia riconoscere il proprio ruolo nella vita privata e comunitaria e compia i doveri che ne derivano senza adagiarsi negli indugi o per le circostanze. Nelle condizioni abituali così come in quelle straordinarie davanti alle quali le contingenze ci possono portare, il militante dimostra il proprio stile di correttezza, giustizia, pulizia e fierezza. Dalle parole del Capitano: «Sii corretto; sii giusto; sii pulito; sii fiero, così come vorresti che fosse, nel compiere il proprio dovere, ogni Romeno, nella sia patria legionaria».