E se il virus fosse la democrazia?

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(a cura della Comunità Militante Furor)
È oramai palese l’impreparazione delle democrazie occidentali e, in particolare, del governo italiano rispetto al dilagare del Covid-19. A una prima e tardiva reazione sta seguendo, infatti, una gestione della crisi lasca, errata nei tempi e nei modi. Eppure i signori che da decenni difendono la globalizzazione e la democrazia come unica via per il futuro del globo dovrebbero anche sapere che, in una società globale, senza confini e senza argini materiali e ideali, che tutto ciò che avviene nella più remota delle regioni della terra diventa pandemia. Le crisi finanziarie, la moda, la migrazione, tutto si diffonde con una rapidità incredibile. Così ha fatto anche il virus, era logico, scontato e razionale. Eppure, mentre la Cina affrontava il problema, i governi e le élite economiche occidentali, sghignazzavano e minimizzavano.
A una prima mancata reazione si aggiunge, come dicevamo, una cattiva e insufficiente gestione della crisi. La Cina, dal canto suo, è riuscita a vincere la sua prima battaglia (e, ci auguriamo, anche la guerra) contro il virus, attraverso decisioni forti, mostrandosi ai suoi cittadini sicura, coraggiosa e determinata. Le stesse misure, nei paesi occidentali, sono ritenute antidemocratiche e quindi non perseguibili, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. L’occidente si mostra ai suoi cittadini insicuro e confuso. 
Pensiamo al drammatico scollamento tra istituzioni in Italia, dove i Presidenti delle regioni sono spesso contrapposti al governo centrale in merito alle misure da prendere generando pericolosi vuoti decisionali che comunicano forti stress emotivi nella popolazione. Signori, è la democrazia. L’anti-democratica Cina, che oggi è la vera e unica rivale degli Stati Uniti sotto il profilo economico, garantisce, attraverso il proprio modello di governo, unità e condivisione tra centro e periferia. I più alti livelli del governo cinese, infatti, provengono da comprovate esperienze positive a livello locale. Sono formati, rodati e monitorati costantemente nelle loro prestazioni alla guida del governo. La Cina, in questo momento, esprime sicuramente la migliore classe dirigente di governo al mondo, lo dicono i fatti. E non ci riferiamo solo alla gestione della crisi provocata dal Covid-19, ma alla capacità che ha avuto di tirare fuori dalla povertà 750 Milioni di suoi cittadini negli ultimi dieci anni
Sia ben chiaro, il nostro non è un elogio del sistema Cinese, ma l’esempio della Cina ci da la possibilità di prendere in considerazione altre forme di governo che non siano la tanto decantata democrazia. Siamo nati e cresciuti in una società dove è possibile tranquillamente mettere in dubbio l’esistenza di Dio e del Sacro, ma non è assolutamente consentito mettere in dubbio il sistema democratico “una persona, un voto” con tutto ciò che ne consegue. Questa crisi ci sta dimostrando come paesi che vivono senza democrazia sono in grado di affrontare problemi così complessi perseguendo il bene comune dei propri cittadini, mentre le democrazie occidentali restano in una pericolosa stagnazione, lasciando i propri elettori in preda al caos e alla morte.