L’arcobaleno che violenta i bambini

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(a cura della Comunità Militante Furor)
Ne abbiamo parlato sulla nostra Web-TV “Anti-Virus” insieme a Toni Brandi e lo ribadiamo in queste righe: STOP all’ideologia gender. I dittatori del pensiero unico, abbiamo più volte ribadito, sono sempre pronti a parlare di solidarietà e diritti (della morte), ma dietro questa maschera buonista si nascondono azioni infernali che non risparmiano nemmeno i bambini. Abbiamo avuto in Italia il caso Bibbiano, ma quello che succede in Inghilterra forse è anche peggio. Non è “libertà” attuare violenza psicologica su un bambino per indurlo a cambiare sesso. Non è davvero progresso rifiutare il disegno di Dio per accettare uno scenario diabolico in cui i generi non esistono e i bambini vengono torturati per accettarlo.
Esprimiamo inoltre il nostro elogio a quei medici che hanno avuto il coraggio di dimettersi in nome del buon senso. E a voi, individui senza identità, ribadiamo il fatto che il vostro arcobaleno verrà bruciato dal Sole.

(tratto da www.ilgiornale.it) – Esperimenti gender sui bimbi, in Gran Bretagna si dimettono 5 medici. Il Gender Identity Development Service è finito nella bufera. Gravi preoccupazioni sul trattamento dei bambini vulnerabili che arrivavano in clinica

Secondo un’inchiesta del Times, ben cinque medici si sono dimessi, per motivazioni legate all’etica e alla sicurezza, a causa delle preoccupazioni sul trattamento dei bambini vulnerabili che arrivavano in clinica presentandosi come transgender. Gli esperti che hanno rassegnato le dimissioni hanno parlato di centinaia di interventi medici, che possono cambiare la vita dei bambini, attuati senza prove sufficienti dei loro effetti a lungo termine.

Mentre nel 2010 erano stati solo novantaquattro, lo scorso anno i giovani che sono stati indirizzati alla clinica del Gender Identity Development Service (Gids), che ha sede presso la Tavistock Center e la Portman Clinic nella zona nord ovest di Londra (e una sede succursale a Leeds), sono stati più di due mila e cinquecento.

La grave accusa lanciata dai medici dimissionari è relativa al fatto che alcuni bambini che “lottano” con la loro sessualità sono stati erroneamente diagnosticati come “trans-identifying” dalla clinica londinese. Tutti e cinque gli ex membri dello staff facevano parte della squadra che decideva la somministrazione di farmaci per interrompere lo sviluppo dei giovanissimi prima della pubertà, decidevano cioè con quali bloccanti ormonali dovevano essere trattati per arrestare il loro sviluppo sessuale.

I medici che hanno lasciato il Gids hanno parlato, in particolare, di diagnosi errate sulla disforia di genere e temono che alcuni giovani siano stati sottoposti a pressioni per ottenere un trattamento di cambiamento di genere dopo aver sofferto di bullismo omofobico. Uno dei cinque dimissionari ha affermato che l’unico motivo per cui molti sono rimasti così a lungo fedeli al loro incarico è stato quello di evitare che altri bambini ricevessero il trattamento.

Secondo i dati del Times almeno altri diciotto membri dello staff hanno lasciato la controversa clinica negli ultimi tre anni, sempre per le paure che non siano stati effettuati tutti i controlli sufficienti per diagnosticare correttamente le difficoltà dei bambini. Anche altri esperti temono che i trattamenti vengano dati senza esplorare la ragione alla base della confusione dei bambini sulla loro sessualità. Carl Heneghan, direttore del Center of Evidence-based Medicine dell’Università di Oxford, ha dichiarato al Times che “data la scarsità di prove, l’uso off-label di farmaci (per esiti non coperti dalla licenza del farmaco) nel trattamento della disforia di genere significa in gran parte un esperimento dal vivo e non regolamentato sui bambini”.

La Gids ha negato le accuse spiegando che nei casi complessi sono state fatte accurate diagnosi e continua a spiegare sul suo sito web che “molti, ma non tutti, i bambini e i giovani che vediamo non sono contenti di aspetti delle caratteristiche sessuali primarie o secondarie del loro corpo. Alcuni bambini registrati come maschi quando sono nati, potrebbero non sentirsi maschi quando sono più grandi o preferirebbero vestirsi con abiti o giocare con giocattoli che altre persone dicono essere ‘per ragazze’. Allo stesso modo, alcune bambine registrate come femmine alla nascita potrebbero sentirsi dopo dei maschi. Altri potrebbero dire che né ‘ragazzo’ né ‘ragazza’ sembrano le parole giuste per quello che provano per se stessi. […] Cerchiamo di aiutare i giovani e le loro famiglie a far fronte all’angoscia e a ridurla. Il nostro obiettivo è comprendere gli ostacoli che si frappongono tra i giovani e lo sviluppo di un’identità di genere più stabile e sicura. […] Lavoriamo anche con un piccolo numero di bambini che hanno un genitore trans, e le cui difficoltà sono legate alla loro esperienza nell’identità di genere o nella transizione del genitore”.

Già a febbraio erano stati gli stessi medici della clinica ad avvertire che i giovani pazienti avrebbero potuto essere esposti a “danni a lungo termine” a causa di gruppi di pressione e di “genitori invadenti”. Secondo un rapporto dell’ex governatore dello staff, David Bell, alcuni bambini assumono un’identità trans come soluzione “a molteplici problemi come l’abuso storico di minori in famiglia, il lutto, l’omofobia e un’incidenza molto significativa del disturbo dello spettro autistico. Molti bambini che mettono in discussione la loro identità possono aver imparato attraverso risorse online o sono stati istruiti dai genitori su cosa dire per ottenere i risultati che vogliono”.

Recentemente, sempre in Gran Bretagna, era stata scoperta una clinica abusiva che predisponeva bambini al cambio di sesso (attraverso trattamenti ormonali miranti a determinare il mutamento delle rispettive identità sessuali), gestita da una donna radiata dall’ordine dei medici.