Brevi riflessioni sul Guénon politico

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Nell’ambito dei Testimoni della Tradizione, René Guénon ricopre – a pieno diritto – un ruolo di primo piano. L’ortodossia con la quale ha dapprima interiorizzato e poi diffuso la dottrina Tradizionale è ancora oggi un eccellente strumento di formazione dei militanti che intendono richiamarsi a quel complesso di Valori immutabili ed eterni che compongono l’universo della Tradizione.
Uno dei suoi maggiori pregi, benché non sempre riconosciuto, è stato la capacità di descrivere perfettamente la deriva decadente caratterizzante il mondo moderno in tutte le sue forme e manifestazioni: dalle macchinazioni della scienza profana alla dittatura del relativismo; dall’imposizione del razionalismo al capovolgimento di posizione tra Spirito e materia. Tutti i singoli rivoli del fiume modernista sono stati attraversati magistralmente da Guénon soprattutto in Crisi del Mondo Moderno, una delle opere più diretta e “politiche”. Ebbene, potremmo dire anche “geopolitiche”.
Leggendo il II capitolo di Crisi del Mondo Moderno – L’opposizione di Oriente e Occidente – potremmo essere tentati di inserire anche Guénon nel ventaglio di figure certe di uno scontro di civiltà in atto: Oriente contro Occidente; Islam contro Cristianità; popoli caucasici contro arabi sono solo alcune delle opposizioni meccaniche e deterministiche che alcuni studiosi di politica internazionale tentano – con buon esito – di diffondere per giustificare le azioni da “Global policeman” intraprese dal blocco atlantico nel corso degli ultimi 40 anni.
René Guénon no. René Guénon oppone alle teorie di Fukuyama o di Huntington un’alleanza tra civiltà basata sull’adesione ai Principi della Tradizione. Egli invero riconosce una inconfutabile distinzione tra civiltà, che tuttavia non si tramuta in aperta opposizione giacché le divergenze sono solo di ordine esteriore e superficiale se entrambi i soggetti si abbeverano dalla stessa fonte nella costruzione del loro apparato valoriale. 
Lungi dall’essere spazi meramente fisici, Oriente e Occidente assurgono ad archetipi per indicare ciò che è tradizionale e ciò che non lo è. La linea di faglia dunque non è geografica, bensì spirituale. La trincea scavata da Guénon inerisce lo Spirito, va oltre le mere costruzioni giuridiche sovranazionali, abbraccia gli schieramenti che hanno la Luce nel Cuore e distanzia le truppe del materialismo più abietto. 
È nella massima evoliana che potremmo sintetizzare questo concetto: “nell’Idea va riconosciuta la vera Patria” dovunque essa sia.