Doppiopesismo sinistro: Orban no, Conte si

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Ridicoli i giudizi espressi da diversi esponenti della Sinistra nostrana contro i pieni poteri che il Presidente Orban ha ricevuto dal Parlamento. Ridicoli sì perché ancora rendono evidente quel doppiopesismo tipico della Sinistra radical chic in salsa capitalista. Il PD al governo non ha infatti vergogna a governare il paese a suon di Decreti Legge senza riunire il Parlamento o far approvare la situazione dalle Camere. Anzi, il Presidente Conte si è circonfuso di un’aurea salvifica di redentore e salvatore della Patria mentre i suoi alleati di governo vogliono svendere il Nostro Paese all’Europa. “E lo stanno facendo, o lo hanno fatto
Insultano Orban, dicono che la Democrazia si è “ammalata” e che in Ungheria questa sta morendo; ma noi sappiamo benissimo che il vero virus è la democrazia. Ben vengano governi decisi, pronti a fare scelte, anche impopolari, per il bene del Paese. Ma devono essere governi aristocratici, fatti da Uomini Nuovi e forti. Non governi raffazzonati di politicanti e arraffoni, capaci solo di vedere il piccolo orizzonte borghese del guadagno e delle proiezioni di voto. Queste persone si riempiono la bocca di giudizi, criticando l’Ungheria, ma neanche si rendono conto che Orban ha ricevuto i pieni poteri dal Parlamento stesso. Conte, invece, non ha chiesto niente a nessuno e legifera per Decreti senza nessuna approvazione parlamentare. Praticamente piangono la loro beneamata democrazia mentre in casa sono i primi ad averla soppressa. Politicanti sempre pronti ad indicare e accusare, mai a prendersi su di sé le proprie colpe o a vedere la realtà senza le tinte fosche dell’ideologia. Ipocriti per passione e politicanti per professione. Come osservatori esterni non possiamo non notare dunque che questa situazione ha portato a galla ancora più contraddizioni, ancora più difetti di quel Mondo Moderno che combattiamo da sempre. Un mondo che, superata questa crisi, sarà radicalmente diverso da quello a cui siamo abituati.

(tratto da www.repubblica.it) – La decisione del parlamento ungherese di conferire pieni poteri al premier alimenta il dibattito in tutta l’Unione Europea. In Italia il leader della Lega approva.

ROMA – Può l’emergenza Coronovirus determinare un mutamento degli assetti istituzionali di uno Stato? La notizia della decisione del parlamento ungherese di conferire “pieni poteri” al premier Viktor Orban sta alimentando il dibattito politico in tutta Europa. Italia compresa. Dove i commenti sono per lo più negativi. L’unico a schierarsi in difesa di Orban è l’ex ministro degli Interni Matteo Salvini che parla di “decisione democratica assunta dal popolo ungherese”.

Attacchi dal centrosinistra. Il vicesegretario del Partito Democratico, Andrea Orlando, scrive su twitter: “Il virus ha fatto ammalare anche la democrazia nel nostro continente. Ciò che sta avvenendo in queste ore in Ungheria è inaccettabile. L’Europa deve far tornare indietro Orban. Un regime autoritario non può fare parte dell’Unione”. Sulla stessa linea anche il leader di Italia Viva ed ex segretario del Pd, Matteo Renzi: “Salvini che giustifica Orban mi fa passare tutti i dubbi sulla nostra scelta dell’agosto 2019”, dice l’ex premier ricordando il ruolo avuto nella formazione del governo Conte bis.
Timore per i risvolti antidemocratici della scelta ungherese vengono espressi anche da +Europa. Il partito di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, commenta: “Orban ha definitivamente trasformato l’Ungheria in un regime autoritario”. Anche dalla sinistra arrivano critiche. Per Nicola Fratoianni “dall’Ungheria arriva l’ennesima brutta notizia per l’Unione Europea”.

E le critiche non arrivano solo dal mondo della politica. Lo scrittore Roberto Saviano commenta: “Ogni grande allarme e il panico diffuso sono sempre elementi che rischiano di minare la democrazia, un muscolo che funziona quando c’è il tempo della scelta. Lo sanno bene personaggi come Orban, che oggi ha chiesto e ottenuto i pieni poteri in Ungheria limitando i diritti dei cittadini, e lo sa bene la mafia, che già sta lavorando nel sud per soddisfare i bisogni primari delle persone”.