L’immondo lavoro di Augias contro il Sacro

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Capelli bianchi, linguaggio affettato, trasmissioni pacate, ma contenuti del tutto demonici: Corrado Augias si intrufola da anni nelle case degli italiani con l’aspetto del nonnino saggio, che detiene la verità, infusa dall’età e da quell’aura di credibilità che non sappiamo davvero da dove derivi. Un po’ come Piero Angela: sono anziani, parlano di tematiche scientifiche/storiche non accessibili alla maggior parte del pubblico e allora si arrogano il diritto di dire come stanno le cose, di affermare le loro verità e dipingere ritratti lontani dalla realtà. E tutti gli credono perché Augias si presenta, appunto, con quel fare di chi ha la ragione dalla sua: nessuno oserebbe metterlo in discussione. O forse sì: Buttafuoco lo fece.

Ma Augias è così: nell’arroganza della sua intoccabilità dispensa ‘cultura’ e ‘sapere’, portando tesi del tutto artefatte e mistificatrici della realtà, cercando – col sorriso e i baciamano – di de-sacralizzare il Sacro.
Così la sua opera satanica si è articolata – tra le varie pubblicazioni che sconsigliamo categoricamente – nella “Inchiesta su Gesù”, un libro che – tra le tante stupidaggini, i presunti altarini e le cattiverie ingiustificate – vuole mettere in discussione la figura del Cristo, come a dire: Cristiani, vi siete sbagliati, Gesù non era quel che dite e avete male interpretato le sue parabole. Così Gesù sarebbe solo un ebreo frainteso…
E l’opera satanica di Augias prosegue oggi: nel giorno del Venerdì Santo – sì, proprio in questa data – il tizio fa uscire la notizia del suo prossimo libro: una rilettura dei Santi Vangeli in chiave meramente storica e attuale, distogliendo tutta l’importanza da ciò che è Eterno nei Vangeli. Potrebbe sembrare qualcosa di innocuo, “Che sarà mai, è solo una lettura storica, nulla di più“, ma queste operazioni vanno interpretate nel contesto in cui viviamo: il Sacro è sempre più ignorato o, peggio ancora, de-potenziato, umanizzato e ridotto a oggetto di parodie dissacranti e gossip da quattro soldi. La stessa Chiesa non è più in grado di difendere – anzi spesso proprio dal suo interno partono gli attacchi contro – ciò che è Spirituale. Allora questa ennesima opera va inserita nel filone contro ciò che è Sacro.
Dunque, eccolo il disegno: attualizzare, togliere il Sacro, minimizzare, ridimensionare, materializzare il Sacro. Prosegue l’opera di questo arnese nelle mani di chi lotta contro il Sacro.

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