#restiamodisumani: storia di un tipo umano

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la terra sarà venerata soltanto per i suoi tesori materiali. Le vesti sacerdotali sostituiranno le qualità del sacerdote. La gente avrà terrore della morte e paventerà le carestie. I matrimoni cesseranno di essere un rito. Colui che possederà più denaro sarà padrone degli uomini che concentreranno i loro desideri sull’acquisto anche disonesto della ricchezza […] prevarrà la casta dei servi e comanderà” (Vishnu Purana)
Mai come nei Veda, antichissimi libri della tradizione indiana, sono stati descritti così lucidamente gli uomini della nostra età oscura. Ma tra questi forse quello più rappresentativo di questa fase terminale è quello che potremmo chiamare il fariseo moderno.
Liberalprogressisti, radicalchic, i vari #primidellaclasse e i #restiamoumani che, cosi come i farisei che il Cristo colloca all’inferno, vivono per alimentare il loro ego; postano le loro preghiere al dio del progresso sui social per compiacersi di loro stessi.
Con la lacrima a giorni alterni, amano avvolgersi di sentimentalismo perché sanno che al pari della materia è il motore che governa le masse.
Generosi all’occorrenza, e a favore di telecamera; duri giudici verso gli altri ma ottimi avvocati di loro stessi. Gli alfieri di un mondo che fa dell’apparenza sull’essenza il suo asse portante.
Questi farisei moderni non mostrano mai il loro vero volto. La menzogna è talmente parte di loro che spesso non si rendeno nemmeno conto di mentire a loro stessi; la maschera che portano di fronte al mondo per loro è tremendamente più importante della condizione della loro anima. Per il fariseo non è importante come si è, il suo soddisfacimento deriva unicamente dall’intensità con cui riesce a sentirsi superiore agli altri. Ilo umani sull’altare dell’ideologia liberalprogressista, l’ideologia che meglio di tutte riesce a soddisfare questo suo bisogno interiore. Se un tempo infatti malcelavano la loro vera natura dietro la bandiera del marxismo in realtà è nella sinistra fucsia moderna e tecnocratica che il fariseo moderno finalmente ha trovato la sua dimensione: tecnocrati che governano masse sempre più povere, quelle masse di analfabeti funzionali, razzisti e omofobi; qualsiasi etichetta va bene pur di limitare l’essere umano in una categoria meritevole di esser disprezzata o finanche uccisa o lasciata morire.
Eppure, per quanto scaltro e ingannevole possa essere questo “uomo sfuggente“, capita che saltuariamente mostri il suo vero volto, la sua anima putrescente. Quando la paura lo prende, la paura di perdere i suoi piccoli privilegi, di perdere la sua vita comoda, tira fuori tutto il suo lato più meschino e misero. Li riconoscerete: cambieranno idea con la stessa nonchalance di un cambio d’abito ad una sfilata; non proveranno mai la minima vergogna perchè il loro metro di giudizio è differente: essi non misurano la loro dignità sulla base della coerenza.
Si stracceranno le vesti per favorire un’invasione di massa di un intero continente e il giorno dopo auspicheranno provvedimenti per condannare a morte un’intera nazione o famiglie in difficoltà durante una pandemia globale.
E allora abbiamo una Lia Quartapelle che invoca un embargo di aiuti sanitari nei confronti dell’Ungheria di Orban, rea di non riconoscere quel sistema di governo malato in cui il fariseo moderno può esercitare il suo classismo politico. O ancora il sindaco di Parma Pizzarotti che distribuisce buoni per fare la spesa, solo se si firma il modulo che attesta la propria sudditanza ideologica al golem antifascista. Un ricatto durante una pandemia la cui alternativa è la morte di stenti.
Ed è per questo che questi personaggi odiano l’uomo della Tradizione; saldo nei suoi Principi, distaccato dalle cose materiali, che lotta ogni giorno per domare il proprio ego e che guarda a queste ripicche con buddistica compassione: perche è l’uomo che non permette loro di sentirsi soddisfatti e tronfi della loro superiorità morale e ideologica.
Questo, e solo questo, è il suo peccato originale; e per questo merita di morire come singolo o come nazione.