PENSIERI DI MARCO AURELIO – carattere romano, stile militante – 25

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Pensieri – Marco Aurelio – LIBRO VIII
Che nessuno ti senta più lamentarti della vita di corte; e non dar più occasione neppure a te di sentirti.
Come è difficile accettare ciò che la sorte ci ha destinati a dover affrontare, come è difficile adeguarsi alle situazioni e ai luoghi in cui dobbiamo agire, come è difficile mantenere fede agli impegni presi quando le contingenze del quotidiano cercano di ostacolarci e di metterci in condizioni di non farlo.
Dopo essere stati vinti dalla viltà e dall’ozio invece è molto facile rendersi ridicoli con inutili giustificazioni, è molto facile palesare la propria inadeguatezza fornendo un lungo elenco di alibi, è molto facile dare un conforto al nostro ego colpevole con meschini piagnistei.
È molto facile lamentarsi.
Ma è giusto invece tacere e prendere atto che la colpa della nostra caduta è riconducibile solo a noi stessi e a nessun altro.
È inutile scadere nella autocommiserazione da un lato o nel masochismo dall’altro, ma è doveroso compiere una analisi introspettiva.
Osservare ciò che è stato il nostro agire con la premura di chi vuole riscattarsi ma anche con il distacco di chi sa essere lucido e libero da condizionamenti di tipo sentimentale.
Per compiere questo passo è necessario tornare ad essere saldi nei Principi, è necessario risvegliarsi dal torpore in cui versava la nostra anima poiché solo così riusciremo poi ad essere distaccati nell’agire.
È necessario affrontare a testa alta e con schiena dritta soprattutto ciò che è per noi difficile e apparentemente impossibile, senza lamento alcuno.
Poiché se chi trova una scusa è un debole, allora chi ritrova una strada che persegue l’Onore potrà sempre giungere a riscattarsi!