VIDEO | Paolo Mieli show: il fascismo? Si è mutato come il virus, ed è intorno a noi

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Del corona virus sappiamo ancora pochissimo. Ma non sapevamo ancora che potesse produrre allucinazioni e manie di persecuzione. Grazie a Paolo Mieli, invece, da oggi sappiamo qualcosa in più del virus e, soprattutto, dei rischi che corriamo a livello psicologico nella fase della cosiddetta quarantena. Infatti, Mieli – in concomitanza col 25 Aprile – non perde tempo per una infelice analogia: “Il fascismo di Mussolini è morto nel 1945 ma è mutato come un virus”. Quindi, il “virus fascista” sarebbe sì morto nel 1945 ma, dice Mieli, è mutato e quindi sopravvive. Tesi ardita, ed opinabile. Tuttavia, ci interessa chiudere il sillogismo di un così fine pensatore, perché dietro il bon-ton dell’esimio storico, si nasconde la violenza dell’antifascismo. Proseguendo nel ragionamento, infatti, deduciamo che gli eredi del fascismo (che Mieli identifica nei sovranisti, razzisti, xenofobi, illiberali) siano “infetti”. E cosa stiamo facendo in un momento pandemico come questo? Combattiamo il virus, isoliamo, monitoriamo, scateniamo una vera e propria guerra. E cosa vorrebbe, perciò, per logica il nostro Mieli? Probabilmente combattere, isolare, monitorare, fare guerra ai fascisti di oggi. 

(www.la7.it) – L’analisi di Paolo Mieli: “Il fascismo di Mussolini è morto nel 1945 ma è mutato come un virus”.

Il giornalista e storico Paolo Mieli sull’ipotesi di rigurgiti fascisti: “Il fascismo di Mussolini è morto nel 1945 ma oggi c’è spazio per nuovi fascismi, regimi ultra autoritari, razzisti anche con la libertà di stampa e di voto soprattutto in un momento pandemico come questo”.