La Sanità italiana abbattuta – e tassata – dalla UE

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Perché la UE ci ha imposto 30mld € di tagli alla sanità negli ultimi 10 anni, e ora vuole imporci 30mld di prestiti (per la sanità) col MES?
Si fa un gran parlare se accettare, o meno, i 30 miliardi di Euro che l’UE vorrebbe concedere all’Italia con il MES. Si tratterebbe di 30mld erogati a condizioni (cosiddette) vantaggiose e col solo vincolo di spenderli per la sanità. Ci dicono i nostri politici, infatti, che la Sanità italiana ne ha proprio bisogno e che si è dimostrata totalmente impreparata ad affrontare l’emergenza. Se ne sono talmente convinti che i Cinque Stelle, da sempre contrari al MES, stanno convincendosi e parallelamente, nell’opposizione, Forza Italia si è sganciata dagli alleati per offrire il proprio sostegno al MES. Ma perché abbiamo bisogno proprio di 30 miliardi e perché l’UE ci tiene tanto che accettiamo questo prestito?
La nostra Sanità, che fino alla fine degli anni Novanta non aveva eguali nell’ambito dei sistemi sanitari pubblici europei, vive da oltre dieci anni una crisi irreversibile. Di chi è la colpa? Anzitutto dei tagli orizzontali alla spesa voluti da tutti i governi del decennio 2012-2020. Governi che, diciamolo, sono (quasi) sempre stati o di sinistra oppure di tecnici in salsa progressista, e questo vale la pena tenerlo a mente bene. Perché fra i tantissimi che ieri hanno fatto questi tagli sconsiderati, oggi troviamo chi reclama a gran voce che l’Italia accetti il MES per quella stessa Sanità che hanno contribuito a mutilare. 
Non ci credete? Ripercorriamo insieme nomi, cognomi e date di chi ha fatto quei tagli:
  • 2012: il governo tecnocratico di Monti taglia 2,6 miliardi di Euro alla Sanità, agitando lo spauracchio dello spread e della sfiducia dei mercati;
  • 2013: il governo Letta, diretto erede del precedente, taglia 5,4 miliardi di Euro alla Sanità;
  • 2014: l’anno dopo, sempre il governo Letta taglia altri 8,4 miliardi;
  • 2015: è la volta del boy scout toscano Matteo Renzi, che col suo governo taglia prima 8,2 miliardi e, poi, taglia altri 2,4 miliardi;
  • 2016: sempre Renzi taglia altri 2 miliarducci di Euro;
  • 2017: altro governo PD, guidato dall’attuale Commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni – che compare ogni giorno in TV per convincerci dell’assoluta necessità del “MES sanitario” – fa tagli alla Sanità pubblica per altri 4 miliardi di Euro;
  • 2018: sempre Gentiloni – che al tempo non doveva essere ancora così convinto dell’importanza di avere un sistema sanitario pubblico efficiente – fa altri 3,1 miliardi di tagli;
  • 2019: infine il nostro “Giuseppi” Conte col governo “Conte I” (di cui ne fece parte anche la Lega Nord, ma il dicastero della Sanità era in quota grillina) che ci mette del suo e con un timing veramente provvidenziale, nel 2019 fa appena in tempo ad operare un taglio di “soli” 600 milioni di Euro alla Sanità.
La somma di tutti questi tagli fa esattamente 37 miliardi. Poco sopra i 30 miliardi che l’UE ci vuole dare a tutti i costi tramite il MES. Sarà un caso (?!) ma è proprio la stessa cifra che, dal 2012, i nostri governanti hanno tagliato alla Sanità. Tagliato in nome del dogma del pareggio di bilancio in Costituzione e dei vincoli sul debito/PIL imposti dalla UE. Tagli ordinati dall’Unione Europea ed eseguita dai suoi sgherri italioti al governo.
Ricapitolando: oggi la UE si offre da farci da banca per coprire una spesa pubblica che era (a loro stesso dire!necessaria e che noi abbiamo distratto e omesso di fare. Con la sola differenza che, ora, quei soldi non li abbiamo più, volatilizzati chissà dove: forse in qualche grande opera inutile come la TAV o nel fronteggiare la questione immigrazione su cui l’UE ci lascia sistematicamente soli e che ci dobbiamo pagare da soli. La soluzione? Prendere a prestito dall’UE! Sì, proprio quella UE che ci ha imposto i tagli e oggi ci farebbe da banca (a pagamento, con interessi).
Capito? Prima ci creano il problema, facendoci distrarre somme che – erogate in 10 anni – ci avrebbero consentito agevolmente di mantenere alti standard, posti letti in rianimazione al livello della Germania, ospedali aperti etc. etc., e ora si offrono di prestarci quei soldi applicando interessi sul credito e vincoli che, come un vero e proprio cavallo di Troia, rappresentano lo spirito ultimo del MES.

Al di là della querelle MES  o MES no, questi 37 miliardi di Euro in meno nella spesa pubblica hanno significato meno posti letto e, nello specifico, meno posti letto per la terapia intensiva. O dobbiamo credere sia un caso che la Germania abbia 37mila posti contro i 5mila posti in rianimazione dell’Italia? Ebbene, chi risarcirà civilmente e moralmente le oltre 20mila vittime italiane, decedute anche per la penuria del nostro Sistema Sanitario? Monti? Letta? Renzi? No, nessuno. Perché quei tagli “ce li ha chiesti l’Europa“, e dunque sono leciti, e gli sgherri che li hanno attuati, non punibili. 
Con chi ce la dovremmo prendere visto che l’Europa è un coacervo di istituzioni senza nome e senza volto, composta da élite tecnocratiche che non ha votato nessuno (i cittadini europei votano il solo Parlamento Europeo che, ricordiamolo, ha mera funzione consultiva), esattamente come nessuno, in Italia, ha votato Monti, Letta e tanti altri che si sono succeduti in questi ultimi dieci anni.
E’ la fiera della deresponsabilizzazione politica della classe dirigente, da un lato e, dall’altro, il macello socio-economico dei cittadini-sudditi. Cittadini simili a bovini, inconsapevolmente condotti alla mungitura prima e, all’abbattimento poi, quando cioè non li si può più spremere (ricordate i greci?).
Ma che tutto ciò avvenga è giusto, perché è la naturale conseguenza del totale disinteresse di tutti alla res pubblica, cioè alla cosa pubblica. Oggi parlare a qualcuno di politica risulta noioso, ed impegnarsi politicamente è addirittura “da sfigati”, quando non è solo uno squallido modo per fare soldi facili. Per come la intendiamo noi la politica, invece, deve tornare ad essere militia, cioè lotta per affermare una visione del mondo antitetica a tutti quei valori di “libertà-eguaglianza-fraternità” tanto cari alla UE e che nella loro applicazione pratica hanno portato esattamente a tutto quello che abbiamo descritto in questo articolo. 
Tornano così alla mente le parole di Plotino, scritte quasi duemila anni fa ma di estrema attualità, tanto tragiche quanto chiare:

Vi è chi è senz’armi. Ma chi ha armi, combatta – non c’è un Dio che combatta per coloro che non sono in armi.
Legge vuole che la vittoria in guerra sia ai valorosi: non a chi prega.
Che i vili siano dominati dai malvagi – è giusto.