“Fase 2” della Chiesa? Il Vaticano umiliato, ma il Papa ordina: “ubbidite”

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(a cura della redazione di AzioneTradizionale.com)
Il governo Conte sbatte la porta in faccia al Vaticano: occorrerà attendere ancora perché si possano di nuovo celebrare messe partecipate in chiesa e perché si torni (forse …) a distribuire l’Eucarestia ai fedeli. La fantomatica task-force “scientifica”, il Comitato di Salute Pubblica a cui “Giuseppi” si è affidato anima e corpo, mette a tacere i vescovi e chi, nel governo, aveva mostrato aperture: lo scientismo laicista e lo Stato materializzato vincono ancora.
Ora la CEI alza la voce, lamenta la violazione della libertà di culto, parla di accordi col Governo non mantenuti. Ma, ci viene da dire: i vescovi non possono e non devono lamentarsi, se la sono cercata.
All’inizio della crisi sanitaria, la Chiesa, dopo un incontro tra il Governo ed una delegazione dei vescovi, con un decreto del cardinale vicario di Roma, Angelo De Donatis,  si era affrettata a cedere del tutto la propria sovranità in materia religiosa, decidendo, più realista del re, di chiudere le Chiese (salvo poi tornare sui suoi passi, a seguito delle prime proteste dei fedeli e di parte dell’episcopato e dei sacerdoti, con la riapertura delle sole Chiese parrocchiali) e di annullare ogni liturgia e cerimonia religiosa. Addirittura, quando il primo termine di verifica ed aggiornamento della “fase 1” delle chiusure (basta con questo “lockdown”, usiamo l’italiano quando si può, per carità!) era ancora fissato al 3 aprile, la Chiesa aveva già annunciato in anticipo che tutte le liturgie del Triduo Pasquale (dal 9 al 12 aprile) sarebbero state chiuse al pubblico. 
Il Vaticano, ridotto ormai ad innocua ONG che professa sociologia e buoni sentimenti politicamente corretti, aveva di fatto abdicato su tutto il fronte, accettando senza batter ciglio di negare a milioni di fedeli l’esercizio del culto: supermercati sì, chiese no. Cibo materiale sì, cibo spirituale no. Nessuna proposta concreta, nessun protocollo da presentare al Governo per illustrare come si sarebbero potute svolgere le celebrazioni religiose in sicurezza, nel rispetto delle disposizioni di legge: in tutta questa vicenda la Chiesa non ha saputo rivendicare la propria autonomia, ma si è allineata senza fiatare. 
Vi chiediamo: sui giornali, negli infiniti ed estenuanti programmi televisivi di approfondimento, nelle infinite dirette Skype su tutti i canali, ecc. avete mai sentito, in queste settimane, qualcuno preoccuparsi della “fase 2” della Chiesa? No. Si è parlato e si parla solo e unicamente dell’aspetto economico della crisi, dei provvedimenti del governo in materia, delle riaperture delle attività produttive, del MES, del Recovery Fund o dei “Coronabond”: tutto fondamentale, ovviamente, per la sopravvivenza materiale, fisica, dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese, della nazione. Ma per tutto ciò che si trova su un piano extramateriale, spirituale, non c’è spazio: e, in un’epoca come questa, la cosa non ci può meravigliare. Ma la Chiesa non poteva sottostare a tale stato di cose, come invece ha fatto
Nessuna parrocchia e nessuna autorità religiosa ha neppure pensato (tranne qualche isolato, coraggioso sacerdote), come fatto in altri paesi, di far circolare ed esporre lungo le vie o le piazze delle città, statue, immagini o icone sacre, o l’Eucarestia stessa, con un paio di sacerdoti a recitare preghiere ed impartire benedizioni per i fedeli che avrebbero potuto seguire il tutto da finestre e balconi, la domenica e soprattutto durante il Triduo Pasquale. Macché. Abbiamo invece visto per il 25 aprile le pagliacciate dai balconi e su molte piazze e strade, dove sono state concesse impunemente violazioni del distanziamento e delle altre regole. La repubblica giacobina e vile, “nata dalla resistenza”, riduce in cenere il Sacro. Ma la Chiesa, ripetiamo, ha taciuto ed incassato.
Il pericolosissimo Matteo Salvini (indipendentemente dai motivi per cui l’abbia proposto), per aver detto che, forse, la Chiesa avrebbe dovuto celebrare almeno le liturgie pasquali aperte al pubblico, era stato, come ormai d’abitudine, linciato verbalmente da tutti, Vaticano in primis. Abbiamo sentito, per il resto, di tutto: cantanti, attorucoli, showmen, ecc., ma anche non pochi sacerdoti, ci hanno spiegato che si può pregare a casa senza problemi, che non c’è bisogno di andare in Chiesa per esprimere la propria fede, che la messa la puoi seguire benissimo via internet o in tv, e così via. Abbiamo persino sentito la “confessione” di Pierferdinando Casini, che ricordavano avere, almeno sulla carta, una formazione cattolica, il quale ha dichiarato candidamente di seguire con più concentrazione la messa dal salotto di casa che dai banchi di una Chiesa. Complimenti. 
Ed ora, arriva lo schiaffo finale. Meritato e cercato, dal momento che il Vaticano ha scelto di strizzare l’occhio al Governo forse più laicista e razionalista della storia repubblicana, privo di una componente cattolica seria, dato che quello “professato” da taluni esponenti dell’ala moderata del Pd è un cattolicesimo ovviamente a tinte “arcobaleno”. Ma, attenzione: se la CEI si è lamentata rumorosamente pe la decisione del Governo, se i fedeli hanno mostrato insofferenza, Papa Bergoglio ha spiazzato tutti, dichiarando: «In questo tempo, nel quale si incominciano ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni». 
Come dire, fra le righe: zitti tutti, obbediamo. Attendiamo, a questo punto, l’ennesima intervista-confessione di Bergoglio a “Repubblica”. 
Che dire? E’ tutto estremamente imbarazzante. Ricordate la condanna di Salvini, di cui parlavamo poc’anzi, l’ossessione di tutti i benpensanti “anti-sovranisti” di oggi, laici e religiosi che siano, “scomunicato” in primo luogo dal Vaticano per le sue invocazioni pubbliche al Sacro Cuore di Maria ed ai Santi, e per le sue scelte da Ministro dell’Interno, con quell’abnorme “Vade retro Satana!” che, letto, oggi, appare ancor più inverosimile di prima? 
Ebbene, lungi da noi prendere posizione, anche perché Salvini ha mostrato approssimazione ed impreparazione su tanti fronti, sposando tra l’altro molte posizioni del tutto in antitesi rispetto alla nostra visione; ma è indiscutibile che il vero Satana se la stia ridendo ora più che mai, altro che Salvini… prima o poi la Chiesa riprenderà le sue attività, sempre più laicizzate e depauperate di contenuti spirituali, e si cercherà quindi di dimenticare questa pagina allucinante; non è da escludere che lo stesso Governo, per un mero tornaconto elettoralistico e quindi per non veder crollare il proprio consenso proprio sull’ampio fronte dei cattolici, torni sui suoi passi ed anticipi i tempi, come d’altronde fatto capire tra le righe dallo stesso Conte già qualche ora dopo l’inizio delle polemiche. 
Ma questo vulnus rimarrà, e segnerà l’ennesimo capitolo della parabola discendente della Chiesa Cattolica dei tempi ultimi.