Pochi soldi e col contagocce, ma ora le banche pretendono anche lo scudo penale

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Dopo il governo e i tecnici che stanno gestendo le emergenze, anche le banche provano a reclamare lo scudo penale in tempi di corona virus. Ricordate, infatti, il tentativo del PD di assicurarsi un emendamento nel Decreto “Cura Italia” per proteggere gli amici amministratori mentre i medici venivano mandati in trincea senza neanche le mascherine? Ne avevamo parlato proprio su queste pagine, e sembra che anche i banchieri vogliano provare a fare altrettanto. Insomma gli unici “immuni” sono i potenti che non pagheranno, mai. Mentre tutto cadrà, ancora una volta, sui poveri cittadini che non fanno parte di nessuna “casta”.

(www.italiaoggi.it) – Nel caso le imprese beneficiarie dei finanziamenti finissero poi in procedura fallimentare. Lo ha detto il d.g. Giovanni Sabatini durante l’audizione davanti alla commissione d’inchiesta sulle banche, avvertendo: le risorse per garantire i prestiti da 25 mila euro potrebbero non essere sufficienti.

Per accelerare i tempi di erogazione dei prestiti superiori a 25.000 euro bisogna garantire alle banche una tutela penale nel caso le imprese beneficiarie dei finanziamenti finissero poi in procedura fallimentare. Lo ha detto il d.g. dell’Abi, Giovanni Sabatini, durante l’audizione davanti alla commissione d’inchiesta sulle banche sulle iniziative della task force per la liquidità del sistema bancario nell’emergenza sanitaria, avvertendo: le risorse per garantire i prestiti da 25 mila euro “potrebbero non essere sufficienti ma nel momento in cui sarà deliberato un ampliamento, queste risorse andranno a rafforzare la misura e in questa prospettiva le banche stanno operando”. “E’ stata ipotizzata per i finanziamenti fino a 25 mila euro una percentuale pari al 30% – ha aggiunto – e qui effettivamente in questo caso l’attuale dotazione potrebbe non essere sufficiente ma nel momento in cui sarà deliberato un ampiamento, queste risorse andranno a rafforzare la misure ed in questa sprosettiva le banche stanno operando”.
Sabatini ha precisato che “Occorre definire soluzioni che dando certezza ai profili di responsabilità della banca possano accelerare l’erogazione della liquidità di cui alle misure del decreto credito”, spiegando che per i prestiti superiori a 25.000 “occorre tutelare sotto il profilo penale l’attività di erogazione di credito durante la crisi”. “Occorre, in altri termini, evitare che sulle banche e sugli esponenti siano trasferiti rischi che non possono in alcun caso essere riconosciuti come loro propri laddove le misure di sostegno offerte alle imprese in attuazione dei provvedimenti normativi non sortissero gli sperati effetti e le imprese cadessero in stato di insolvenza con possibili conseguenze rispetto alle procedure fallimentari”, ha concluso.
I decreti cura Italia e liquidità hanno richiesto alle banche uno “sforzo enorme” visto che solo i prestiti da 25 mila euro riguardano 3 milioni di soggetti ha aggiunto Sabatini. “Le misure adottate dai due provvedimenti riguardano una platea enorme di potenziali beneficiari” ha sottolineato “solo le imprese e i professionisti che possono avere il finanziamento fino a 25 mila euro sono 3 milioni, quindi viene chiesto uno sforzo enorme di risposta ed in tempi contenuti al comparto bancario”.
Sabatini ha infine dichiarato che “è opportuno semplificare ulteriormente le modalità di accesso alla garanzia del Fondo, soprattutto in relazione alle operazioni di finanziamento di minore dimensione. In questa logica, si propone l’estensione della procedura facilitata senza valutazione del merito di credito per le domande di garanzie relative a finanziamenti fino a 100 mila euro (dagli attuali 25 mila euro)”.

Moratoria famiglie, accordo Abi/consumatori. Possibilità di sospendere fino a 12 mesi la quota capitale delle rate dei mutui garantiti da immobili e degli altri finanziamenti a rimborso rateale. L’Abi e le associazioni dei consumatori hanno raggiunto un accordo che amplia le misure di sostegno alle famiglie e ai lavoratori autonomi e liberi professionisti colpite dall’evento epidemiologico da Covid 19. Gli ambiti di intervento dell’accordo sono: mutui garantiti da ipoteche su immobili non di lusso erogati prima del 31 gennaio 2020 a persone fisiche per ristrutturazione degli stessi immobili ipotecati, liquidità o acquisto di immobili non adibiti ad abitazione principale, che non rientrano nei benefici previsti dal Fondo Gasparrini o pur essendo connessi all’acquisto dell’abitazione principale non presentano le caratteristiche idonee all’accesso del Fondo Gasparrini.
L’intesa riguarda anche i prestiti non garantiti da garanzia reale a rimborso rateale erogati prima del 31 gennaio 2020.