Il papa emula Bill Gates: pregate per il vaccino e l’uso delle app contro il virus

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Starna omelia quella fatta recentemente da papa Francesco. Infatti, nel suo discorso, ha lanciato un appello a «mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per trovare vaccini e trattamenti». Insomma, il papa invoca – come potrebbe fare nei confronti dei Santi e di Dio – l’arrivo di un vaccino. Un vaccino al quale sta lavorando alacremente il prezzemolino Bill Gates, mai così attivo ad arruolare potenti e star di mezzo mondo per la sua ricerca del vaccino ed a favore delle sue tesi. Fra queste, la cantante Madonna che, dal canto suo, nel dare il suo appoggio a Gates ha però pensato bene di farlo evocando Satana.
Oltre all’invocazione per il vaccino anche un altro passaggio dell’omelia di Bergoglio ricorda, in maniera sinistra, proprio le parole di Gates. Quando il papa auspica l’utilizzo di «tecnologie essenziali che permettano ad ogni persona contagiata, in ogni parte del mondo, di ricevere le necessarie cure sanitarie», non sembra ricordare proprio l’auspicio del magnate-filantropo all’utilizzo di app per il monitoraggio dei contagi? Parrebbe proprio di si. A quali altre “tecnologie essenziali” potrebbe, altrimenti, riferirsi nella sua omelia?
Ma la vera domanda è: perché questi continui sconfinamenti di Bergoglio che assomigliano a veri e propri endorsement ai temi cari ai media mainstream e al capitalismo apolide?

(www.lastampa.it) – Al Regina Caeli, Francesco esprime vicinanza a tutti i malati: «Ricevano le cure necessarie». Il 14 maggio giornata interreligiosa di digiuno e preghiera. A Santa Marta un pensiero ai preti e medici morti per il virus.

di Salvatore Cernuzio

Un pensiero ai tanti malati di coronavirus e a chi se ne prende cura. Un incoraggiamento a chi sta mettendo in atto iniziative di «collaborazione internazionale» per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Un appello a «mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per trovare vaccini e trattamenti». Papa Francesco continua a guardare in faccia la crisi causata dal Covid-19 nei cinque continenti e, durante il Regina Caeli di questa domenica, chiede soluzioni reali e a lungo termine, oltre a lanciare per il prossimo 14 maggio l’iniziativa di una giornata interreligiosa di preghiera e digiuno perché possa finire presto la pandemia.

 In diretta streaming dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico, il Papa dice di «appoggiare e incoraggiare la collaborazione internazionale che si sta attivando con varie iniziative, per rispondere in modo adeguato ed efficace alla grave crisi che stiamo vivendo. È importante – afferma – mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per trovare vaccini e trattamenti e garantire l’accesso universale alle tecnologie essenziali che permettano ad ogni persona contagiata, in ogni parte del mondo, di ricevere le necessarie cure sanitarie».

Parole, queste di oggi, che fanno seguito alla preghiera che Jorge Mario Bergoglio ha diffuso lo scorso 25 aprile, quando ha chiamato a raccolta i fedeli del mondo chiedendo di recitare il Rosario per tutto il mese di maggio. Nella speciale orazione da lui stesso composta, il Pontefice chiede aiuto alla Madonna perché «illumini le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere questo virus». Insieme a questo, anche un appello ai responsabili delle Nazioni «perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro».

La preoccupazione principale di Francesco è il destino dei popoli nel post-pandemia, in particolare quelli che già risentono di crisi economiche e umanitarie. Il Papa guarda con apprensione anche ai tanti malati che, nonostante il calo registrato in diversi Paesi (meno 239 in Italia), sono ancora numerosi. A loro il Pontefice esprime vicinanza in questa domenica in cui la Chiesa celebra il Buon Pastore, come pure «a quanti si dedicano alla loro cura».

Già questa mattina a Santa Marta il Papa aveva offerto la messa per i sacerdoti e i medici morti in questi due mesi a causa del virus, contratto nel quotidiano servizio accanto ai contagiati, spesso svolto senza le necessarie protezioni. Sono un «esempio», ha affermato Bergoglio, richiamando alla mente i dati statistici per rimarcare la dimensione di questa strage silenziosa: 154 medici «venuti a mancare in atto di servizio» solo in Italia; oltre un centinaio i preti morti, specie al nord. 

«Eroi», «martiri», li aveva definiti in altre occasioni il Pontefice argentino. Essi mostrano il volto bello della Chiesa. Quello “brutto” è invece rappresentato dai «finti pastori» che – ha detto il Papa, sempre a Santa Marta – «sfruttano il gregge» per «far carriera o la politica o i soldi». 

Questi «finti pastori» sono vittime della «voce tentatrice che induce al male», quella che – ha spiegato il Vescovo di Roma nel Regina Caeli – fa da contrappeso alla voce di Dio. «La voce cattiva seduce, assale, costringe: suscita illusioni abbaglianti, emozioni allettanti, ma passeggere… La voce del nemico distoglie dal presente e vuole che ci concentriamo sui timori del futuro o sulle tristezze del passato: fa riaffiorare le amarezze, i ricordi dei torti subiti, di chi ci ha fatto del male. La voce cattiva ruota sempre attorno all’io, alle sue pulsioni, ai suoi bisogni, al tutto e subito. La voce di Dio, invece, non promette mai la gioia a basso prezzo: ci invita ad andare oltre il nostro io per trovare il vero bene, la pace». «Ricordiamoci – ha messo in guardia il Papa -: il male non dona mai pace, mette frenesia prima e lascia amarezza dopo».

Nella sua preghiera nel Palazzo Apostolico, prima di affacciarsi alla finestra e benedire una piazza San Pietro deserta, Papa Francesco ha ricordato la Giornata mondiale per le vocazioni. Poi ha salutato i membri dell’Associazione “Meter”, presieduta dal coraggioso don Fortunato di Noto, che promuovono oggi la Giornata nazionale per i bambini vittime di violenza, sfruttamento e indifferenza. «Incoraggio i responsabili e gli operatori a proseguire la loro azione di prevenzione e di sensibilizzazione delle coscienze al fianco delle varie agenzie educative. E ringrazio i bambini dall’Associazione che mi hanno inviato un collage con centinaia di margherite colorate da loro», ha detto Francesco.

Prima di congedarsi, ha voluto confortare i fedeli soliti visitare i Santuari dedicati alla Madonna durante maggio, mese mariano per eccellenza. «Quest’anno, a causa della situazione sanitaria, ci rechiamo spiritualmente in questi luoghi di fede e di devozione, per deporre nel cuore della Vergine Santa le nostre preoccupazioni, le attese e i progetti per il futuro».

Infine il Papa ha rilanciato la proposta dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana affinché «il prossimo 14 maggio i credenti di tutte le religioni si uniscano spiritualmente in una giornata di preghiera e digiuno, per implorare Dio di aiutare l’umanità a superare la pandemia di coronavirus».