Ricomincia il business dei migranti

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(a cura della Comunità Militante Furor)
Mentre il ministro Bellanova, nel caos generale, ne approfitta per regolarizzare 600mila clandestini (e il caporalato ringrazia), l’Italia è in piena emergenza pandemia, con famiglie che piangono i propri morti e che sono economicamente devastate, il sistema sanitario è al collasso e i politici non smettono di pensare alle Ong. Per un mese circa, il business dei migranti si è fermato, infatti sembrerebbe che nessuna Ong sia arrivata nei pressi dei nostri porti, ma adesso che i contagi sono in calo e si inizia a pensare di “ripartire”, ecco che tornano il buonismo e il business sui migranti. Se questo periodo, in cui la democrazia non è stata nemmeno – come solitamente appariva – illusoria, ci ha dato occasione di riflettere, molti avranno riflettuto anche sulla questione immigrazione.
Appare strano infatti che più nessun politico sia “restato umano” e che i migranti si siano spaventati di fronte a un virus e abbiano preferito continuare a morire nei lager libici. Ci chiediamo, qualora il virus dovesse arrivare seriamente in Africa, di quanti migranti dovremo farci carico e curare in nome di questo sterile buonismo, e quanti danni ancora dovremo subire per supportare questo gioco meschino che ha il solo scopo di far arricchire i soliti noti.

(tratto da ilgiornale.it) – Altra nave Ong in arrivo: la Aita Mari a largo delle coste trapanesi con 36 migranti a bordo. Dopo l’approdo ieri della Alan Kurdi, con il trasbordo dei migranti all’interno della nave Rubettino della Tirrenia, un’altra nave Ong è in prossimità delle coste italiane

Dopo la Alan Kurdi, adesso è il turno della Aita Mari: la nave, dell’Ong spagnola Salvamento Maritimo Humanitario, è oramai in prossimità delle coste trapanesi ed è quindi all’interno dei confini delle nostre acque territoriali.

A bordo della Aita Mari, si trovano al momento 36 migranti: si tratta di persone recuperate all’interno del mezzo nel corso di una missione effettuata nei giorni scorsi non lontano dalla Libia. Con molta probabilità, come si apprende dall’AdnKronos, anche questi migranti dovrebbero essere trasbordati all’interno della nave Rubattino.

Quest’ultima è l’unità navale della società Tirrenia, ferma all’imbocco del porto di Palermo, dove proprio ieri sono stati fatti salire i 146 migranti che si trovavano a bordo della Alan Kurdi, la nave dell’Ong tedesca Sea Eye arrivata nei pressi della rada dello scalo del capoluogo siciliano venerdì mattina.

Una soluzione, quella di trasferire i migranti all’interno della nave della Tirrenia, adottata dal governo dopo che sia la giunta regionale siciliana che diversi, tra amministratori ed imprenditori del territorio, sull’isola hanno manifestato la propria contrarietà allo sbarco di migranti nei porti della Sicilia.

La preoccupazione massima infatti, è data dall’attuale emergenza coronavirus che impone alle autorità sforzi maggiori per cercare strutture idonee ad ospitare i migranti e far rispettare loro le norme relative al distanziamento sociale. A questo, occorre aggiungere che lo scorso 8 aprile il governo italiano ha dichiarato “non sicuri” i nostri porti, proprio in riferimento all’emergenza legata all’epidemia da Sars Cov2.

Da qui dunque, la soluzione di far trascorrere ai migranti la quarantena a bordo delle navi. La Rubettino, in particolare, potrebbe ospitare diversi gruppi ed è per questo che proprio qui potrebbero essere dirette le persone attualmente a bordo della Aita Mari. Come detto, in totale sono 36 ed il loro trasbordo dovrebbe essere ufficializzato a breve.

La vicenda è però anche di natura politica: ieri il leader della Lega, Matteo Salvini, ha tuonato contro il Partito Democratico e contro il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Quest’ultimo, secondo il segretario del carroccio, è stato tra i principali responsabili del via libera dato all’approdo a bordo della Rubettino dei migranti della Alan Kurdi.

Il punto infatti, secondo la Lega, è che anche se le persone verranno ospitate dentro le navi ad ogni modo l’onere della prima accoglienza è rimasto comunque sulle spalle dell’Italia, nonostante l’emergenza in corso.

Il bel tempo e le ottime condizioni del mare, fanno temere per le prossime ore nuove ondate di sbarchi.