CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 27

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La Legge Carmen Sylva
Nella circolare del 1 luglio 1937 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) Codreanu interviene per porre le regole generali che disciplinano le controversie tra legionari. Non si tratta di una circolare contorta, con punti, commi e rimandi di legge ma di tre semplici regole che disciplinano in modo essenziale e risolutivo il comportamento che due legionari in conflitto tra loro devono seguire.
Quella che Codreanu denomina come Legge Carmen Sylva (pseudonimo della regina-poetessa romena Elisabetta di Wied morta nel 1916, amante del suo popolo e della letteratura) sancisce quale dei due legionari coinvolti in una lite debba allontanarsi fino al ristabilimento dell’ordine. Il Capitano considera i conflitti interni all’organizzazione come un grave pericolo per tutta la Legione. Egli scrive infatti «dove inizia il conflitto, là finisce la Legione. Finisce la vita legionaria. Là è la morte e vive il diavolo».
Con questa direttiva, ogniqualvolta si dovessero verificare delle dispute tra legionari sarà il meno anziano o il meno graduato o colui che non è coinvolto in qualche mansione a chiedere congedo fino alla risoluzione del caso per consentire il «ristabilimento dell’armonia».
Il militante di oggi e di domani abbia coscienza che anche dal suo comportamento dipende la stabilità dell’intero movimento e, in caso di contese con altri militanti, sappia comportarsi con disciplina anche a costo di doversi allontanare dal movimento per il tempo necessario a risolvere il dissidio.
Sopra questa regola, va ribadita quella del confronto tra camerati come vero strumento per un lavoro su sé stessi perché, come scrive Codreanu, «il legionario in conflitto con un altro ha perduto la sua essenza legionaria».