“Immuni” la app che non è obbligatoria (in teoria), ma lo sarà (in pratica)?

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Continua, subdolamente, ogni giorno il bombardamento mediatico a favore della app di tracciamento “Immuni”. In attesa del vaccino, infatti, la app ci sta venendo presentata come l’unica modalità per gestire la Fase 2. Il pressing psicologico è ai limiti del lavaggio del cervello, facendo passare il concetto punitivo che se non ci si “comporta bene” si tornerà alla Fase 1, e via dicendo, in un costante pendolo tra le Fasi che azzerrerà ogni diritto nel lungo periodo. La app “Immuni” – già oggetto di molti dubbi degli 007 italiani circa il codice sorgente (in parte, cinese) e in merito alla procedura di scelta applicata – ci è stata però presentata come sicura e, soprattutto, volontaria. Ma, potrebbe non essere così. Infatti, il Governatore del veneto Luca Zaia, che nella vicenda del corona virus sta spesso ponendosi come “anticipatore” delle misure poi estese a livello nazionale, ha detto chiaramente: “Immuni sarà obbligatoria”. Visto il consenso ed il prestigio di cui gode Zaia c’è da preoccuparsi. Infatti, rendere obbligatoria l’app Immuni, per controllare gli spostamenti dei Veneti potrebbe significare, quindi, fare da capofila in Italia per la sua introduzione sul tutto il territorio.

(www.lanuovapadania.it) – Luca Zaia, l’amatissimo governatore del Veneto, comincia a vacillare nei consensi del suo popolo?

di Riccardo Rocchesso

Oggi, il “Doge”, durante la sua conferenza giornaliera ha comunicato la sua volontà nel rendere obbligatoria l’app Immuni, per controllare gli spostamenti dei Veneti e fare quindi da capofila in Italia per la sua introduzione sul tutto il territorio.

Queste le sue parole:
“Dovrà utilizzarla il 60 per cento delle persone.. “e in quanto dispositivo volto a garantire la salute pubblica per quanto mi riguarda sarà obbligatoria“
“Se noi passeggiamo per strada un vigile può controllare che abbia guanti e mascherine e poi chiedere di vedere il telefono, per verificare che la app sia accesa”.

L’app, riservata ai residenti in Veneto, gratuita, servirà per tracciare tutti gli spostamenti delle persone e per controllare i contatti ed evidenziare anche eventuali aggregazioni.

Tramite un sistema di codici registrerà gli incontri di due utenti di una durata maggiore di 15 minuti e con una distanza inferiore ai due metri.
Per registrarsi servirà inserire mail personale e codice fiscale.
Il modello, come ha voluto specificare il Governatore, è quello coreano, (Paese famoso in tutto il mondo per la sua democrazia, ndr)
Se una persona risultasse positiva, tramite l’analisi della app sarà possibile tradurre i codici criptati in nomi e cognomi, per mappare i contatti e sottoporli a tampone.

E qui iniziano i problemi per il governatore.
Si è alzato un coro di commenti negativi sia sulla sua pagina che su Facebook in generale, in quanto secondo molti è una disposizione Orwelliana, da 1984 e anti democratica, molte le perplessità sul Codice Fiscale da inserire, alcuni scrivono addirittura: a questo punto mettici la cavigliera elettronica come per i detenuti!

Altro fatto particolare, in Veneto, c’è una vasta percentuale di popolazione di anziani, che non sanno neanche cosa sia uno smartphone ed essendo la categoria più a rischio, non darebbe alcuna protezione.

Dopo le mascherine, molto criticate da un farmacista omeopata su YouTube, ecco l’ennesima iniziativa del Governatore, che inizia però a perdere fan.