Cosa sta facendo Donald Trump?

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Giovedi 30 aprile dal suo profilo twitter ufficiale il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, scriveva:
Proprio cosi, l’ex direttore (sporco) del Federal Bureau of Investigation, meglio conosciuto come FBI, è stato catturato. Al tempo delle fake news,  contro le quali quotidianamente il presidente Trump si scaglia, è proprio quest’ultimo in prima persona ad annunciare una notizia che se apparentemente ai più non sembra dir nulla o quasi, in realtà potrebbe rappresentare il segnale che qualcosa di molto grande sta per accadere.
Ovviamente, i media mainstream, troppo impegnati a mandare in onda il solito teatrino quotidiano, non ci dicono nulla eppure, appare ormai evidente la frattura  presente nell’establishment americano. Oltreoceano (e non solo) infatti, non sono pochi a credere che dal 20 gennaio 2017, giorno dell’insediamento alla Casa Bianca, Trump abbia fatto di tutto per porre in essere delle condizioni affinché emergesse un lato dell’America a noi sconosciuto. Il “grande” establishment americano composto da banchieri, avvocati, lobbisti, Wall Street, Silicon Valley e tutte le più importanti società di comunicazione con l’appoggio dei servizi segreti (CIA), negli anni passati hanno stabilito un importante unione e sotto la presidenza Obama i grandi potenti americani hanno sancito un’alleanza ancor più forte e duratura. Insomma, tutta quella parte moderna e progressista dell’America, imbevuta di politicamente corretto e finto pacifismo, rappresenta(va) il cosiddetto “Deep State” o “Stato Profondo”. Quest’ultimo, a partire dalla fine degli anni novanta, dopo essersi alleato con altri poteri forti internazionali, ha impresso una significativa accelerazione alla globalizzazione in formato americano. Tuttavia, il mondo non sembra essere più quello del ventesimo secolo: il dollaro non occupa più l’intero spazio fisico del commercio mondiale, le guerre per esportare la “democrazia” made in USA – o meglio, per appropriarsi del controllo dei giacimenti di petrolio – prodotte e combattute dagli Stati Uniti in Medio Oriente sono costate diversi trilioni di dollari e hanno comunque dato agli Stati Uniti quanto volevano e come se non bastasse, nel panorama geopolitico internazionale si assiste sempre di più ad un’espansione di altre potenze economiche e militari.
Donald Trump (contrariamente al Deep State) sembra essersi accorto di questi cambiamenti e le decisioni che ha preso recentemente sembrano proprio confermare questa sensazione: la nazionalizzazione della FED, affinché sia lo Stato a determinare l’andamento della finanza e non viceversa;  la chiusura del rubinetto di finanziamenti all’OMS, non a caso le prove che il virus sia stato creato direttamente dall’uomo in un laboratorio di Wuhan sono sempre più consistenti e prima o poi saranno rese note; la dichiarazione di emergenza nazionale e la conseguente assegnazione di pieni poteri alla FEMA, l’Agenzia federale di gestione delle emergenze (l’equivalente della nostra protezione civile), operazione che consente a Trump di avere un maggior controllo sui singoli stati, di istituire la legge marziale e per di più, per i prossimi sei mesi, priva tutti i membri del congresso dell’immunità. Queste rappresentano solo alcune delle diverse operazioni messe in atto nell’ultimo periodo e che potrebbero rappresentare dei segnali ben precisi indirizzati al Deep State. L’attuale Presidente degli Stati Uniti probabilmente si è reso conto che per mantenere il primato mondiale e per assicurare il tanto decantato “benessere sociale” alla maggior parte dei cittadini, per l’America non è più sufficiente esportare una sedicente democrazia (finanziaria) accompagnata da molti dollari oltre i propri confini, ma bisogna tornare a produrre beni materiali reali per poter contrastare la Cina e le altre potenze che si affacciano sempre più prepotentemente sul palcoscenico economico internazionale. Ecco perché è lecito pensare che i nemici principali di Trump piuttosto che esser fuori dai confini nazionali statunitensi, probabilmente siano più interni di quanto si possa pensare.
Dunque, se si analizzata attentamente quello che sta accadendo e si cerca pian piano di aggiungere i tasselli per completare il puzzle, è proprio all’interno di questo quadro che l’arresto di Comey non deve passare inosservato e anzi, assume dei connotati ben precisi e un’importanza non indifferente, anche e soprattutto perché potrebbe aprire degli scenari inusuali e non immaginabili sino a questo momento.

www.lanuovapadania.it – Trump vuole arrestare l’ex direttore dell’FBI Comey e dagli States sono sicuri, a breve ci sarà il più grande scandalo della storia americana.

di Riccardo Rocchesso 

Sembra che stia per scoppiare uno scandalo in America, ma non uno normale, il più grande della storia secondo molte fonti americane.

Donald Trump, è un po’ che vuole far arrestare l’ex direttore dell’FBI, James Comey, che è stato in carica sia con Obama che con lui un anno.
Il presidente lo aveva già allontanato nel 2017 dal suo incarico e, notizia di poco fa, apparsa direttamente sul suo profilo Facebook e Twitter, Donald annuncia che è stato “preso”.

Che sia solo un anticipo del mega scandalo che sconvolgerà gli Stati Uniti?

Trump, in sordina, secondo alcune agenzie di stampa come Fox News, CNBC e Wall Street Journal, sta facendo una lotta interna verso alcuni elementi, secondo lui corrotti, dello Stato Americano. E Trump, con i suoi tweet, non fa altro che mandare messaggi in codice che precedono, spesso indagini e arresti.

Nel 2016, secondo i repubblicani, ci sono state delle interferenze nelle votazioni americane favore dei democratici e ci sarebbe in corso una vera e propria caccia alle email e alle prove di tutto ciò.
Ma questa sembrerebbe solo la punta dell’iceberg.

Sono molti i fronti aperti di Trump, a livello di “pulizia” dell’apparato statale americano ed infiltrazioni estere, come nella sanità, e sono molte le persone che sono state prese di mira. Per citarne alcune: Anthony Fauci, sotto indagine per conflitto di interessi e finanziamenti, forse illeciti all’OMS, Hillary Clinton sotto mirino per le elezioni del 2016 e lo scandalo PizzaGate e Bill Gates, che ha ricevuto su una petizione a suo carico 500.000 firme poco dopo che Trump ha tolto i fondi all’OMS.

Sta per scoppiare qualcosa di grande, di mai visto, negli States?
Che conseguenze ci saranno per l’Europa e per l’Italia?