CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 28

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Parole rivolte al pubblico del ristorante legionario
Nelle parole rivolte al pubblico del ristorante legionario (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) si ritrova tutto lo stile asciutto, schietto e autorevole di Codreanu. Un Capo tanto umile quanto nobile d’animo che, con parole semplici e con esempi fattuali, indica una disciplina da seguire e uno stile da imporsi. Non comandi né intimidazioni ma un codice d’onore fatto di genuinità e di amore.
Codreanu dimostra di essere Capo anche in circostanze di vita quotidiana, non esige contesti ufficiali o cerimonie pubbliche per diffondere i suoi insegnamenti. Il Capitano trova l’occasione di elevazione per i suoi legionari finanche all’interno del ristorante legionario, operativo da poco e frequentato da avventori più o meno composti.
Il ristorante legionario è un utile strumento per la Legione per ragioni di ordine sia interno che esterno. Nel primo caso per istruire i più giovani ad un’attività economica, offrire ai camerati un buon pasto ad un prezzo modico e come fonte di ricavo di risorse da destinare ai legionari impegnati negli uffici della Legione o nella lotta. Nel secondo caso per dare forma ad un luogo improntato alla realizzazione dell’armonia sociale legionaria in cui siano bandite la distinzione di classe sociale e la maleducazione molesta.
Tutti, legionari e non, all’interno del ristorante devono comportarsi con educazione e gentilezza rispettando quel luogo come fosse casa propria. Per questa ragione il Capitano considera il ristorante come una scuola di comportamento in cui non ci siano divisioni tra romeni di diverso ceto, all’insegna della fraternità, il ricco non guarderà con disprezzo il povero, l’analfabeta non proverà risentimento per l’istruito, e ognuno farà la propria parte per essere di buon esempio ai più giovani.
Il ristorante non è gestito da professionisti ma da militanti per cui il Capitano chiede ai frequentatori di quel luogo di essere comprensivi di fronte agli errori e di attrarre su di essi l’attenzione dei legionari così da non commetterli di nuovo. «Infine prego tutti i presenti: siate corretti. Non cercare di andarvene da tavola senza pagare. Non per il fatto di rubare dieci lei, ma perché dovrei vergognarmi del mio popolo».
Il militante di oggi e di domani faccia tesoro dell’insegnamento di Codreanu, tanto nobile quanto umile è il contesto in cui è trasmesso, e sappia mantenere uno stile ordinato e composto, sia in situazioni pubbliche che in circostanze private, ricordandosi sempre che è nelle cose di poco conto che si manifesta la propria essenza.