Cronaca di militia in quarantena

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(a cura di Coscienza e Dovere)
È mattina, sai che devi rispettare gli orari, non puoi rimanere a letto. Che sia il lavoro da casa o la video lezione il tuo dovere ti aspetta. Ti vesti anche come se dovessi uscire normalmente, anche se sei in casa l’impegno nelle tue azioni sarà costante come se fosse una normale giornata di lavoro, non puoi lasciare spazio allo spirito da quarantena.
Il pensiero ricade sempre su loro, sui tuoi camerati che non vedi da due mesi ormai, la distanza non la senti ma la mancanza di quelle risate e di quei momenti è tagliente. In questo momento anche il rimprovero del responsabile è diventato più comprensibile, si capisce che viene fatto per un bene superiore e che è mosso da una indissolubile fratellanza, forse, ti manca anche quello purché sia vissuto di persona.
Le faccende di casa si susseguono lo stesso e la giornata scorre lentamente, la situazione è sempre più pesante e si creano momenti di debolezza, ma è in quel momento che la parola suona e l’esempio tuona, e lo sai, lo senti dentro e te ne accorgi, riprendi in mano quel libro e leggi attentamente le parole, respiri quegli attimi.
Capisci che è stata una “turbolenza” dell’anima dovuta a queste giornate, allora con la scusa della spesa esci. Se prima il mondo era un film di zombie per via dei morti viventi che ne popolavano le strade, ora è tale per il vuoto che vedi intorno, i pochi altri abitanti della strada sono lontani uno dall’altro e si guardano attorno con occhio svelto e diffidente, è allora che capisci che forse questa situazione non è solo casuale, ma è qualcosa di più, un vero e proprio segno dei tempi.
Allora ti metti in fila, e il teatrino umano continua, ormai preferiresti tornare a casa più tosto che continuare a vedere scene così svilenti. Acquisti ciò che ti serve e torni a casa, ricordandoti che c’è sempre qualcuno più in difficoltà e quindi lasci il tuo piccolo pensiero materiale a chi ne ha bisogno. Hai fatto ciò che devi, nemmeno questo virus può fermare lo spirito ed il senso del dono.
Arrivato a casa vedi l’ora, è quasi tardi, hai la riunione, su Skype purtroppo. Ti connetti di corsa e dopo poco iniziano ad esserci tutti, e vi rivedete anche se solo virtualmente, e i sorrisi e le battute sono sempre lì. C’è chi sta meglio e chi è più affaticato da questa situazione, ma tutti siamo sullo stesso fronte, fedeli a questo duro momento di lotta, ed è di questo che si parla, atteggiamento, resistenza, tensione. Vola il tempo e bisogna chiudere anche la riunione perché il virtuale ha quei suoi limiti che possono rovinare il momento di riunione della Comunità. Ci si saluta augurandoci tutti il meglio e di rivederci presto ed è lì che la tensione sale, tutti sperano nella stessa cosa, tutti ogni giorno vivono e scelgono di lottare per tornare presto a quei momenti, tutti siamo “lontani ma siamo tutti vicini” come cantava quella canzone che oggi più che mai sembra essere maggiormente comprensibile ed attuale.
È arrivata sera e, dopo aver finito tutte le faccende in casa, ti fermi un attimo perché anche la quarantena deve avere i suoi momenti di meditazione e di riposo. Ripensi anche alla riunione, a ciò che si è detto, alle strategie da portare avanti, le iniziative da lanciare da casa, le forze da impiegare da subito, ed è tutto come sempre, perché, infatti, nulla è cambiato per l’uomo di Militia, per colui che sa vivere in piedi sopra le rovine e che, quarantena o no, le sue giornate continuano ad essere di lotta contro questo spirito di isolamento e devastazione.
Adesso è solo la conferma di quanto detto per anni. Te ne ricordi, ti fermi. Innalzi al cielo le tue preghiere, un pensiero particolare a chi ci ha preceduto e che, se fosse tra noi oggi, ci direbbe ancora di più di non appartenere agli schemi di questo mondo, di “riderci sopra”. Ti prepari per andare a dormire perché sai che domani sarà un nuovo giorno e per te ci sarà un’altra giornata di “fronte” perché VITA EST MILITIA SUPER TERRAM.