PENSIERI DI MARCO AURELIO – carattere romano, stile militante – 29

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Pensieri – Marco Aurelio – LIBRO IX
“Non in ciò che prova, ma in ciò che fa, stanno il bene ed il male dell’essere razionale e socievole; come pure non in ciò che prova, ma in ciò che fa, stanno la sua virtù ed il suo vizio”.
Sono forse le emozioni che attraversano un uomo a determinarne la drittura ?
Sono forse le emozioni da cui egli si lascia muovere a stabilirne la statura morale?
Sono forse le emozioni a permettergli di ascendere o viceversa a costringerlo a cadere?
Sicuramente quando un uomo è suggestionato da impulsi negativi allora viene condotto presso il male, trascinato verso il basso dalle catene del vizio.
E sicuramente, viceversa, più un uomo incarna i Principi della Dottrina più egli si incamminerà lungo l’ascesa verso il Bene, poggiandosi al bastone della Virtù.
Ma in entrambe le situazioni, il come egli decide di agire nei confronti delle emozioni, delle sensazioni, e degli stati d’animo di cui riceve gli impulsi, è ciò che davvero determina la direzione del suo cammino.
Poiché ognuno, dal più infimo peccatore al più nobile eroe, può venire stordito dalle menzogne illusorie a cui questo mondo ci sottopone.
Ma allo stesso modo ogni uomo, può decidere di rimanere lucido e presente a sé stesso.
Allo stesso modo ogni uomo può decidere di distaccarsi dalle voci melliflue di chi cerca di ingannarlo e quindi può compiere l’azione riscattante di metterle a tacere.
Ed è solo decidendo di tacere questi impulsi che tentano di sibilare all’anima che si ottiene quel “tacere che è voce”, quel tacere che consente ad ogni uomo di saper distinguere poi quale sia il retto agire.
Non è dunque ciò che prova, a fare di un uomo un virtuoso oppure un vizioso, ma è come egli decide di agire nei confronti di quel che prova.
E’ solo scegliendo fra il  dominarlo o l’esserne schiavo, che verrà condotto verso il l Bene o verso il male.