Cosa si cela dietro la funzione della maschera ?

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Una nostra lettrice ci ha inviato questo piccolo scritto con degli spunti interessanti che riteniamo sia giusto pubblicare e condividere. Riguardo le considerazioni sui tempi ultimi è fuor di dubbio che ci troviamo di fronte ad una crisi epocale, una crisi globale che potrebbe segnare la fine, se non sicuramente del mondo, quantomeno di UN mondo, come ebbe a scrivere profeticamente René Guénon.

di Giulia

Il termine “persona” deriva dal ​latino​ ​persōna persōnam ​derivato probabilmente dall’ etrusco “persu” che nelle iscrizioni tombali riportate in questa lingua indica “personaggi mascherati”. 

Un’etimologia alternativa è stata individuata nel verbo ​latino​ ​personare (per-sonare: risuonare, suonare attraverso). Ciò spiegherebbe perché il  termine ​persona ​indicasse in origine la maschera utilizzata dagli attori  teatrali, che serviva a dare all’attore le sembianze del personaggio che interpretava, ma anche a permettere alla sua voce di andare  sufficientemente lontano per essere udita dagli spettatori. 

Questo vocabolo venne poi in seguito applicato per indicare un uomo qualsiasi.  Come scrive René Guénon, “sotto la maschera l’attore rimane sé stesso nel corso di tutte le sue parti, cosi come la personalità è “intoccata” da tutte le sue manifestazioni. L’abolizione della maschera, al contrario, obbliga l’attore a modificare la propria fisionomia e sembra cosi alterare in certo qual modo la sua identità essenziale.”

L’attore è quindi un simbolo del “Sé”, ovvero della personalità, che rimane  nascosta e velata sotto la maschera, la quale invece è un simbolo dell’io, ovvero dell’individualita’. Non a caso infatti le varie maschere (personaggi) della commedia dell’arte si rifanno tutte a delle precise tipologie di individui: il presuntuoso, l’avaro, la maliziosa, il bugiardo,… .Ogni maschera possiede un preciso carattere, che in realtà potremmo chiamare vizio, che la identifica e la differenzia dalle altre. Si potrebbe quindi dire che l’attore, sotto la maschera, domina le passioni e i vizi del personaggio che interpreta, rimanendo imperturbato nella personalità.

Potremmo forse dire che questa è la funzione “benefica” della maschera: una sorta di esorcizzazione delle parti basse dell’anima, che, manifestandosi sulla scena nel personaggio, “liberano” l’attore che ne prende distacco, mantenendosi nel suo “Sé”. Ci troviamo al giorno d’oggi tutti obbligati ad indossare delle cosiddette “mascherine”. Ci viene tra l’altro detto che indossarle diventerà la norma, anche solo per rassicurare le persone (OMS).

Servono anch’esse ad esorcizzare i nostri “demoni” interni? A cosa effettivamente servono ? La  sensazione è quella di una fusione e confusione, totalmente opposta all’auspicato “fusi ma non confusi” di Meister Eckhart. Le mascherine sono tutte uguali, gli uomini sono tutti uguali, spinti ormai con forza incontrollabile ad una omologazione e ad un livellamento verso il basso inesorabili. 

Tuttavia, nonostante tutto, le cose che stanno accadendo nel mondo devono comunque rappresentare inevitabilmente un simbolo di una qualche realtà principiale che le ha originate, essendo il mondo tutto un simbolo del Principio del quale ne è in qualche modo la conseguenza.

Potremmo forse dire che siamo arrivati ad un livello tale di dissoluzione che gli individui, per poter in qualche modo conservare quel che è possibile conservare dell’integrità individuale, devono essere protetti da delle maschere, che in qualche modo arrestano l’ulteriore caduta verso il basso?

Maschere ovvero persone, come intendevano i latini, persone ovvero esseri la cui coscienza risiede nella “personalità”, nel “Sè” immutabile e principiale e non più nell'”io”.Ovvero esseri celesti o terrestri che proteggono tutti noi individui di questo mondo terminale. E la cosa è trasponibile anche a livello individuale: la nostra attuale  individualità per poter “andare avanti” in questo mondo deve ormai nascondersi nel Sé, nella potenziale personalità, in Dio.

Probabilmente siamo arrivati ad un punto tale che le possibilità di sviluppo e manifestazione degli individui sono forse quasi esaurite. Siamo alla resa dei  conti. Come se il Cielo ci stesse dicendo, quel che è fatto è fatto, quel che è raggiunto è raggiunto, adesso è il momento di fissarlo, conservarlo e  difenderlo.

La sensazione è in effetti questa, tutti chiusi in casa quasi a dover prendere coscienza di quello che in realtà abbiamo costruito o distrutto, di quello che effettivamente ci è rimasto, di chi siamo davvero, di quali sono davvero le relazioni solide. Perchè forse, nonostante tutto, la realtà che viviamo è in qualche modo pur paradossale la migliore che potremmo vivere…: se da un lato l’ esercito del principe di questo mondo è sempre più forte, dall’altro di fatto è già stato sconfitto in croce, e le potenze celesti non possono che essere ad ogni passo più forti, continuando a salvare il mondo, usando anche il male per trasformarlo in Bene.

Pertanto ogni evento che accade nel nostro mondo può e forse dovrebbe essere letto come un aiuto del Cielo che ci tende la mano. Anche le situazioni più paradossalmente negative. È soltanto la nostra coscienza decaduta che legge il male come male. Probabilmente dobbiamo prepararci ad uno svelamento, allo Svelamento per eccellenza di fine ciclo, in cui ogni mascherina cadrà e ciò che sta  dietro, il Sé , la Verità , saranno finalmente rivelate.