Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali

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IL FASCIO LITTORIO

Autore: Antonio M. Collini
Anno: 2011
Pagine: 248
Il libro: il fascio littorio, riedizione anastatica di un volume pubblicato nel 1933 a cura di Antonio M. Colini, collaboratore qualificato dell’allora Museo dell’Impero, ripercorre in maniera completa ed esauriente la storia del simbolo della potenza imperiale romana. Il suo significato è infatti illustrato sia dal punto di vista del valore simbolico, sia per quanto riguarda le memorie e rappresentazioni di queste insigna imperii in monete, bassorilievi, statue e monumenti di vario genere. La prima parte dell’opera descrive dettagliatamente l’origine e la forma dei fasci romani e la loro attribuzione a littori e magistrati a seconda della loro funzione istituzionale, del loro ruolo e del particolare momento storico. Il libro passa poi, nella seconda parte, a descrivere con minuziosa e documentata attenzione, la presenza dei fasci littori nei monumenti dell’arte antica, indicandone la provenienza zona per zona e illustrandoli nel dettaglio sia quanto alle costruzioni principali, sia quanto a monumenti minori e frammenti isolati. A completare l’opera vi sono infine un capitolo dedicato alle monete ed una serie completa di tavole illustrative, che rendono il libro estremamente interessante non solo per gli storici ma anche per i curiosi e gli appassionati.
Brossura 17 x 24 cm. pag. 248 con molte illustrazioni b/n
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TOPI NERI – VINCENTE

Terzo album di questa seconda vita dei Topi Neri, e una nuova formazione a registrare una decisa virata verso il rock, dovuta anche all’ingresso in formazione alla chitarra
di Mauro M., già Plastic Surgery e Peggior Amico, una delle colonne portanti della scena Veneta per non dire un pezzo di storia della musica non conforme. Undici canzoni di deciso sapore rock ma che non perdono la matrice ed i toni folkeggianti che assieme al prezioso gioco delle voci maschile – femminile tra Dario e Giada, costituiscono  un autentico marchio di fabbrica dei Topi Neri. Da non perdere, in attesa delle esibizioni dal vivo!
Tracce: B.A.F. – Natale  1914 – La Bellezza – Domani – Parole e Lacrime – Folgore, Gli Eroi di El Alamein – Quel Che Sono – Anche per Te – Basta Scuse – Mai Soli – Schio 7 luglio ’45
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MANUALE PER IL SAMURAI DEL XXI SECOLO

Autore: Alexei Massim Russell
Anno: 2017
Pagine: 180
Il libro: Chi non ha mai immaginato, a un certo punto della propria vita, cosa potesse significare vivere alla maniera dei guerrieri samurai? Che si tra asse di un’ossessione perenne o di una strampalata idea passeggera, in nessuno dei due casi ci sarebbe stato comunque modo di imparare un codice di condotta ispirato a quello samurai. Al contrario dei cavalieri medievali o delle leggendarie amazzoni dell’antica Grecia, i guerrieri giapponesi sono scomparsi del tu o solo da poche generazioni, ma per sapere qualcosa in piu? sulle loro abitudini o sulla loro visione del mondo era necessaria una laurea in giapponese antico oppure un viaggio nel Paese del Sol Levante alla ricerca di qualcuno che ne custodisse ancora le tradizioni. Adesso, invece, c’e? un manuale. Basato sugli autorevoli testi antichi di tre maestri samurai, questo volume vuole offrire soluzioni pratiche e autentiche ai piu? svariati campi della vita quotidiana.
“Con la fine del Giappone feudale i ‘veri’ samurai non si sono di certo estinti, continuano tutt’ora a vivere nei cuori di quanti ne accettano l’essenza, il rigore morale, la fedelta?, la devozione, il legame con la tradizione”
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I WANDERVÖGE

Titolo completo: I Wandervögel. La gioventù tedesca da Guglielmo II al nazionalsocialismo
Autore: Nicola Cospito
Anno: 2020
Pagine: 214
Il libro: nei primi anni del Novecento fece la sua comparsa – in Germania – la Jugendbewegung, capace di innervarsi da Guglielmo II al nazional-socialismo, passando per la Grande Guerra e l’esperienza dei Freikorps: una vera rivoluzione della gioventù, che contribuì a mutare il corso della storia.
Quello dei Wandervögel – al quale Nicola Cospito dedica il solo studio presente in lingua italiana – fu un fenomeno che seppe inquadrare con largo anticipo i mutamenti di un’epoca incendiaria, contrapponendovi una weltanschauung coerente ed organica: dalla critica dell’urbanizzazione alla rivolta contro l’automatismo della modernità meccanica, materialista e spersonalizzante; dal recupero delle suggestioni nazionaliste del Romanticismo alla trasmissione delle arcaiche ed ancestrali ritualità germaniche, inserite in un più vasto ordinamento spirituale e biopolitico; dalla simbiosi con il concetto rurale e contadino del Volk alla difesa della Terra dei Padri, in simbiosi con l’orizzonte comunitario, con la cultura popolare degli antenati e con il retaggio del sangue e del suolo; dalla concezione della natura quale organismo vivente alla critica frontale della società piccolo-borghese, fondata sui feticci liberal-democratici del progresso, del successo e del denaro, secondo l’effimera “cultura degli adulti”.
Nelle silenzio delle vette e nella sacralità dei boschi; tra le note di un canto e nel calore di un fuoco; nel sangue e nell’acciaio; nel pensiero e nell’azione: il risveglio della gioventù tedesca – compiuto nel solco di una identità e di una Tradizione – seppe forgiare una nuova metafisica dell’esistenza.
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ULTIMA FRONTIERA – TRINCEE

Tracce:
1 Più avanti ancora
2 Trincee
3 Nessuno resti indietro
4 La luce dei kami
5 Come il sole
6 La rossa verità
7 Tornerà la primavera
8 Robin Hood’s ballad
9 Lui è tornato 
10 Il ballo dell’antifà
11 Serata al pub
12 Figli di Enea
13 Vergarolla 18 agosto
14 Primo novembre (dedicata a Giorgios e Manolis)
Traccia bonus
15 Soldato ignoto (Dian) 
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IL GUERRIERO D’EUROPA

Documenti per il Fronte della Tradizione – Fascicolo n. 31
Omaggio a Léon Degrelle
a cura della Comunità Militante Raido
32 pp.
Riedizione, sotto una nuova veste, del fascicolo n.31, racchiuso per la prima volta in una speciale collana: “Fascismi Europei”.
A dieci anni di distanza, dal 30 Marzo 1994 giorno in cui Léon Degrelle abbandona l’essenza terrena, rimane indelebile l’esempio e il messaggio di colui che ha rappresentato nell’ambito dei fascismi europei uno dei maggiori e significativi protagonisti. Soldato, uomo politico, comandante, scrittore, Degrelle rappresenta uno di quei rari esempi di uomini animati da un fuoco interiore che appare inesorabile ed inesauribile.
In qualsiasi contesto egli si trovi, in combattimento tra le fangose trincee al fronte dell’Est o in una sala durante un comizio politico, Léon Degrelle dimostra di sapersi trovare a proprio agio. Sempre in prima linea, con una grande attitudine al coraggio e una disposizione al sacrificio, egli non è solamente un capo politico in grado di infiammare e trascinare intere generazioni di giovani, ma un uomo che sa coniugare la politica con una profonda visione spirituale della vita.
Difensore della Tradizione spirituale europea, si batte per riconquistare il senso di onore e di fedeltà, rifiutando qualsiasi compromesso con le falsità liberali e marxiste che, in nome del profitto e del materialismo più cupo, calpestano la dignità umana. Mai domo, anche nel momento del totale annichilimento di tutto ciò per cui ha lottato e creduto, egli non si arrende e continua la sua battaglia.
Fino all’ultimo giorno di vita, egli non rinuncia ad appellarsi alla volontà e alla fede dei giovani, di coloro che dovrebbero ricostruire le fondamenta della nuova Europa riscattata nel segno della Tradizione e della Civiltà.

In questo fascicolo, pubblicato in occasione del convegno organizzato dall’Associazione, per il centenario della nascita di Léon Degrelle, abbiamo raccolto alcuni scritti che ne testimoniano lo straordinario valore dell’uomo e la qualità della sua azione. Ancora oggi, infatti, egli è uno dei punti di riferimento per chi intende opporsi alla devastazione e alla corruzione morale dei nostri tempi, per chi ritiene indispensabile un rinnovamento spirituale del singolo attraverso una infaticabile milizia.
Ricordare Léon Degrelle, quindi, riaffermando il suo messaggio al di sopra del tempo e dello spazio a riconfermare che, “Seppur morto, egli arde!”.

RAIDO
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IL DIO DELLA GUERRA

Titolo completo: Il dio della guerra. Il barone Roman Feodorovic von Ungern-Sternberg
Autore: Jean Mabire
Anno: 2009
Pagine: 230 
Il libro: Un giorno partì a cavallo, folle di amore per la guerra e di istintivo ardore religioso, il generale barone von Ungern-Sternberg, dal golfo di Finlandia al deserto dei Gobi, e lo uccisero più per lo scandalo che davano la sua feroce vocazione e il suo inflessibile senso dell’onore e della decenza, che per autodifesa. Lo uccisero i bolscevichi, insieme agli altri dèi che minacciavano di intralciare il progresso. Il miraggio della potenza, la cavalcata del guerriero e dell’orda che gli obbediva, rendevano risibile l’umanitarismo cencioso‘à la Russie’ allora in voga: i piani quinquennali, le odi coatte al sudore della fronte, quel pugnaccio isterico sul tavolo dei padroni. In questo travolgente ‘romanzo’ il sangue scorre a fiumi, l’efferatezza si spreca, ma è come un farmaco. Non c’è mai puzza di carogna, perché Ungern e i suoi uomini, figli del vento, hanno troppa fretta, troppa sete di trionfo per fermarsi a pensare sopra la vita lasciandola marcire, per bamboleggiare nelle sociologie. Due ‘s’: sodalità e scelus contro gli empi, non socialismo – dicono le gesta del barone. Di assassinio in assassinio, di scoppio in scoppio, pur di progredire nella vita, non di truffa in truffa, e di guaìto in guaìto – così infuriò il magnifico Ungern, monaco guerriero, “uomo solo, uomo ‘dell’altrove’”, uomo compiuto e radicato nel dio.
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LA DEMOCRAZIA DI ATENE

Titolo completo: La democrazia di Atene. Storia di un mito.
Autore: Francesco Colafemmina
Anno: 2020
Pagine: 352
Il libro: Ma io a questo popolo la democrazia la perdono! Con queste parole un anonimo aristocratico – autore della Costituzione degli Ateniesi, attribuita a Senofonte – sintetizzava nel V secolo a.C. la propria visione del regime democratico. Un regime sostenuto dal popolo, ma reso possibile dalle élites.
Come è nata la democrazia ateniese? È stata una rivendicazione delle masse o una costruzione elitaria? E quali sono stati i moventi sociali, economici e culturali che hanno dato vita a questa creazione politica del genio ellenico? Ma soprattutto, in che modo le criticità della democrazia ateniese del V secolo si riverberano sulla instabilità delle democrazie contemporanee?
Francesco Colafemmina, classicista e saggista, cerca di rispondere a queste domande attraverso una puntuale analisi delle fonti e il supporto di un’ampia mole di studi scientifici, dove antichità e modernità si rincorrono in un continuo gioco di specchi.
Mentre si susseguono le sfide ai sistemi democratici contemporanei – che rischiano di diventare meri involucri formali del potere popolare – l’esempio di Atene ci ammonisce sui limiti intrinseci alla struttura democratica, continuando a sollecitare – nondimeno – l’instancabile lotta contro i tanti volti della tirannide. Il presente saggio, che contiene anche una nuova traduzione della Costituzione degli Ateniesi dello Pseudo-Senofonte – aggiunge un prezioso contributo al dibattito.
Un discorso che giunge fino al XX secolo con la riflessione di Carl Schmitt sul conflitto fra terra e mare e l’emergere, sullo sfondo della dialettica fra imperi e ideologie, del potere sfrenato della tecnica: un nuovo Gran Re contro il quale occorrerebbe ergere, come Temistocle a Salamina, il formidabile muro di legno della lotta per la libertà.
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