PENSIERI DI MARCO AURELIO – carattere romano, stile militante – 32

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Pensieri – Marco Aurelio – LIBRO IX
Hai sopportato mali infiniti per non esserti accontentato di lasciar fare al tuo principio direttivo il genere di cose per il quale è stato costituito.
Discostarsi da ciò che si è nati per essere, alla cieca rincorsa verso qualcosa di altro che non appartiene alla nostra natura, e non sentirsi mai soddisfatti.
Il mondo moderno ci stordisce con le luci abbaglianti del successo altrui, ammaliandoci con il mito della ricchezza, instillando nella mente di ogni individuo l’idea di dover apparire allineato a questo schema per poter essere socialmente accettato.
Il mondo moderno ci esorta a tentare di essere ciò che in realtà mai potremo.
E questa incapacità si manifesta chiaramente nel fatto che gli individui si auto convincano di essere ciò che è evidente non siano, facendo carte false per apparire tali.
Cambiano look copiando il loro trapper preferito, comprano le scarpe dell’influencer con più follower e spendono interi stipendi in una serata in discoteca per poter apparire come il calciatore di turno.
Un gregge di avide pecore cieche comandate da sciacalli.
E molto spesso i primi a non essere autentici sono coloro che vengono presi ad esempio, poiché in realtà ciò che per questo mondo conta è soltanto l’apparire.
Ciò che accomuna ognuno degli attori di questo circo, è la perenne sensazione di non sentirsi realizzati, la ineludibile certezza inconscia di essere inappagati.
Quando mai potrebbero essere soddisfatti se si allontanano dalla loro essenza?
Quando mai potrebbero essere soddisfatti portando sulle proprie spalle un peso che non sono predisposti a portare?
Quando mai potrebbero essere soddisfatti se imprigionano nei più profondi recessi della propria anima la loro vera natura?
La vocazione di ognuno di noi è una condizione acquisita per nascita, che non impedisce certo una successiva evoluzione verso stati superiori, ma che non ne esclude nemmeno una involuzione.
In ogni uomo è insita una forza ascendente che lo spinge verso l’alto se nutrita dall’adesione ai Principi di Armonia, Giustizia e Ordine e che lo portano a realizzare in sé ciò che è nato per realizzare.
Compito dell’uomo è alimentare questa forza ascendente, alimentandola e combattendo altresì quella forza tellurica che lo sospinge verso il basso, verso il Disordine, verso il torpore mentale sino alla caduta.
Come alimentare questa ascesi?
Eliminando i pesi che ci mantengono a terra, liberandosi del superfluo, squarciando i veli dell’apparenza di questo mondo luccicante e ammaliante che ci carica di materialismo inutile.
Solo facendo il vuoto di questi rovi che infestano il nostro animo, può prendere aria, luce e nutrimento il fiore che celiamo nel nostro Cuore.
Solo così potrà sbocciare e, aprendosi al mondo, potrà splendere del Principio direttivo che lo ha generato.