Il caso Floyd: “ALL LIVES MATTER” – a cura del Centro Studi Aurhelio

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Nel giro di dieci giorni dagli stati uniti al resto del mondo, si è passati dal cordoglio per l’uccisione, attraverso gli scontri e ai saccheggi, all’uccisione di poveri bianchi ammazzati come cani (solo per essersi trovati nel posto sbagliato), dalla contestazione per i morti provocati dalla polizia (solo per gli afroamericani?) alle richieste di depotenziare le dotazioni degli agenti, dalla condanna del razzismo alle accuse di “razzismo sistemico”, dalle rivendicazioni di diritti sociali e civili a processi ai bianchi (uomini e donne) che si mettono da soli davanti ai cortei (come in Spagna) chiedendo perdono per essere bianchi. Tutto, come se non si spesse chi era Floyd e che negli stati uniti, a parti invertite la proporzione è di 10 a 1.
Possibile ci sia ancora qualcuno che crede che tutto ciò possa essere spontaneo, quando l’organizzazione BLM, rientra tra le prime 10 organizzazioni finanziate da Open Society? 
È possibile che, proprio nel momento in cui il sistema finanziario internazionale, mostra tutte le sue contraddizioni attraverso la gestione criminale di una sedicente pandemia e si sta aprendo un conflitto verticale tra oppressi e oppressori, arriva l’ora di aprire un nuovo distraente conflitto orizzontale tra oppressi (bianchi, neri, gialli, arancioni, a pallini)?
Le contro-gerarchie della Sovversione intanto, se la ridono, alle spalle di tutti.
Centro Studi Aurhelio