Uccide più la solitudine che il virus: oltre 700 morti abbandonati a Londra

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Siamo sicuri che la vita nelle nostre modernissime città, sempre illuminate e iper-connesse, dove siamo tutti “uguali” e abbiamo servizi h24, significhi più solidarietà, maggiore vicinanza e – in una parola – felicità? A quanto pare no, visto che la più moderna e avanzata metropoli d’Europa, e cioè Londra, è uscita dalla fase di quarantena con un triste primato. Sono, infatti, oltre 700 le persone morte da sole, nella sola Londra, e ritrovate anche a distanza di due settimane nelle loro case senza che nessuno si fosse attivato per loro. Persone morte “in isolamento”, a volte a causa del virus ed a volte no, ma sicuramente grazie alla complicità della quarantena. Una quarantena che ha dimostrato quanto le megalopoli in cui viviamo, vere e proprie città-formicaio spersonalizzanti e alienanti, possono consentire che così tante persone possano semplicemente “perdersi nel nulla”, diluite nel grigiore di vite tutte uguali, dove è lecito anche perdere di vista le sorti di qualche centinaio di persone in appena 40 giorni.

www.ilmessaggero.it – Londra choc, 700 persone morte sole in casa per il coronavirus: «Ritrovate dopo settimane».

Morti soli, in casa. Durante il Covid-19. Una storia terribile che arriva dall’Inghilterra. Dall’inizio del lockdown, decine di anziani, disabili e persone fragili sono morte da sole nelle loro abitazioni a Londra di coronavirus e altre malattie, con i corpi ritrovati anche due settimane dopo. A raccontare oggi questa tragedia della solitudine durante il confinamento è il Guardian, che parla di decine e decine di casi. «Persone sono state scoperte anche una settimana o due» dopo la morte, ha detto il patologo Mike Osborne, presidente della commissione sulle indagini delle cause di morte del Royal College of Pathologists. «Ho visto tanti di questi casi, con i corpi in avanzato stato di decomposizione, dove abbiamo fatto tamponi covid-19 post mortem», ha raccontato.

Sono circa 700 le persone morte in casa a Londra nei mesi di marzo, aprile o maggio. Al momento non vi sono dati su quanti vivessero da soli. Tuttavia i medici di base parlando di decine di persone che hanno trascorso il confinamento in solitudine e sono decedute di Covid o altre cause, magari perchè avevano paura di contagiarsi se fossero andate al pronto soccorso. Ad avvertire le autorità sono stati i vicini, parenti lontani o gli stessi medici di famiglia che non avevano più notizie dei loro assistiti. Ma spesso la segnalazione è arrivata con molti giorni di ritardo rispetto al decesso.

Intanto, entrano in vigore oggi nel Regno Unito le nuove regole sulla quarantena di 14 giorni obbligatoria per chi entra nel paese. Si tratta in sostanza di un periodo di auto-isolamento: a chi arriva in aereo, nave o treno – cittadini britannici compresi – dovrà fornire un indirizzo presso il quale intende trascorrere il periodo di isolamento e le multe per le violazioni arrivano fino a mille sterline, ricorda la Bbc. La ministro britannica dell’Interno Priti Patel ha spiegato che la misura è pensata per «impedire una seconda ondata» di coronavirus. Non sono però mancate le critiche per le nuove regole, da alcuni settori industriami in particolare, ma da un certo numero di parlamentari conservatori. Il governo ha difende la sua decisione e la ministro Patel ha infatti sottolineato che si tratta di misure «proporzionate» adottate «al momento giusto». I dati scientifici «sono chiari», ha aggiunto, «se limitiamo il rischio di nuovi casi portati dall’estero possiamo fermare una devastante seconda ondata».